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Alzano Lombardo

comune in provincia di Bergamo (6 km), 304 m s.m., 13,43 km², 12.068 ab. (alzanesi), patrono: san Martino (11 novembre).

Centro situato allo sbocco in pianura della val Seriana. Sorto lungo un'importante via di traffico di età romana, aperta verso le valli Seriana e Brembana, appartenne nel Medioevo ai vescovi di Bergamo. Divenne poi libero comune e seguì le vicende storiche del capoluogo, passando alla Repubblica di Venezia nel 1428.§ La basilica di San Martino (sec. XI), rifatta nel 1659 su disegno di Girolamo Quadrio e completata nel primo Ottocento, conserva un pulpito marmoreo del 1712, dipinti del Tintoretto, di Vincenzo Camuccini, del Talpino, di Palma il Vecchio e di Andrea Appiani e, nella sagrestia, sculture lignee e armadi intagliati da Grazioso e Andrea Fantoni. Altre notevoli chiese sono quelle di San Pietro Martire, dalle forme gotiche, con il presbiterio rifatto da Pietro Isabello nel sec. XVI, e di San Michele, con cupola settecentesca di Giambattista Caniana. Importanti anche le architetture civili, dall'antico Palazzo Comunale (fine sec. XIV) al palazzo Pelliccioli del Portone, sede municipale. Da ricordare, infine, il bellissimo polittico di Cima da ConeglianoMadonna e santi (1488), custodito nella parrocchiale neogotica di San Bartolomeo, in località Olera.L'ex cementificio Pesenti è un imponente complesso di archeologia industriale. § Paese già noto nel Medioevo per la lavorazione della lana e della seta, è un importante centro commerciale e industriale. Molte sono le aziende, operanti in prevalenza, oltre che nel settore tessile (tessitura e abbigliamento), nei comparti meccanico (macchinari per la tessitura), elettrotecnico, chimico, cartario, alimentare (surgelati) e della lavorazione dei metalli e dei materiali per l'edilizia. L'allevamento bovino alimenta l'attività di macellazione e la produzione lattiero-casearia; l'agricoltura produce soprattutto cereali.

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