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Amadèo, Giovanni Antònio

architetto e scultore italiano (Pavia 1447-Milano 1522). Esordì come scultore lavorando al chiostro piccolo della Certosa di Pavia, dove lasciò nella porta marmorea (1466-69) un piccolo capolavoro giovanile, che rivela l'assimilazione di elementi eterogenei, dalla tradizione tardo-gotica lombarda all'influsso di Cristoforo Mantegazza, allora attivo alla Certosa. Caratteri che si ritrovano nella cappella Colleoni a Bergamo (1470-73), il cui elementare schema centrale serve come semplice supporto all'esuberante decorazione scultorea, mentre all'interno il Monumento funebre di Medea Colleoni è una delle opere di scultura più riuscite di Amadeo per preziosità decorativa e sintesi formale. Un più robusto senso plastico e un vivo naturalismo si ritrovano nel rilievo con Sant'Imerio che distribuisce le elemosine, facente parte di lavori ora smembrati eseguiti da Amadeo per la cattedrale di Cremona a partire dal 1482. Attivo a più riprese alla Certosa di Pavia, Amadeo realizzò la facciata, iniziata con Briosco nel 1491, in cui le tendenze scenografiche sono temperate da una maggiore attenzione strutturale. All'architettura Amadeo si dedicò soprattutto dopo il 1490, mostrando di recepire con molti compromessi le novità del linguaggio classicista introdotte a Milano da Leonardo, da Filarete e infine da Bramante: a Milano lavorò al tiburio del duomo (dal 1490) e all'Ospedale Maggiore (1481-95), mentre a Pavia collaborò ai progetti per la cattedrale (1498-1502); realizzò il tiburio del santuario di Saronno (1505) e il coronamento della chiesa dell'Incoronata a Lodi (1513). Nell'Arca di San Lanfranco, nell'omonima chiesa di Pavia, una maggiore unità compositiva indica una maturazione dello stile di Amadeo in senso cinquecentesco.

Bibliografia

W. Arslan, I Mantegazza, il De Fondutis, l'Amadeo, in Storia di Milano, vol. VII, Milano, 1956; F. Ferro, Amadeo, Milano, 1966.

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Giovanni Antonio Amadeo.