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Anati, Emmànuel

archeologo italiano (Firenze 1930). Dopo studi di archeologia e preistoria all'Università di Gerusalemme, ha conseguito diverse specializzazioni in varie università (Harvard, Parigi, Oxford). Professore ordinario di Paletnologia presso l'Università di Lecce, Anati ha indirizzato le sue ricerche verso le testimonianze e le problematiche dell'arte e delle religioni delle culture preistoriche e tribali, coordinando numerosi progetti di ricerca in Italia e in vari Paesi europei ed extraeuropei. È fondatore e direttore del Centro Camuno di Studi Preistorici, la cui attività mira a tutelare e valorizzare il ricco patrimonio d'arte rupestre conservatosi nella Valcamonica. L'impegno speso in questo ambizioso progetto è stato concretamente riconosciuto dall'U.N.E.S.C.O.: grazie ad Anati, la Valcamonica è stato il primo monumento italiano a essere inserito nella Lista del Patrimonio Culturale Mondiale. Direttore dal 1980 della Missione Archeologica Italiana nel Sinai e nel deserto del Negev (in seno alla quale vasta eco ha suscitato l'identificazione da parte di Anati della montagna sacra di Har Karkom con il Monte Sinai della Bibbia), nello stesso anno ha fondato il CAR-ICOMOS, un comitato internazionale per l'arte rupestre, che ha guidato fino al 1990. Ha pubblicato numerosi articoli e monografie, tra le quali ricordiamo: La Montagna di Dio. Har Karkom (1986), Origini dell’arte e della concettualità (1988), Radici della cultura (1992), Il museo immaginario della preistoria. L’arte rupestre nel mondo (1995), Esodo: Tra Mito e Storia: Archeologia, esegesi e geografia storica (1997).

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