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Ancóna (città)

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capoluogo della provincia omonima e della regione Marche, 16 m s.m., 123,7 km², 100.402 ab. (anconetani), patrono: san Ciriaco di Gerusalemme (4 maggio).

Generalità

La città si estende sulle pendici del monte Conero, a gomito sul mare (la parola greca ankon, da cui deriva il suo nome, significa appunto “gomito”). Il nucleo più antico sorge sulle pendici del colle Guasco, dominante da NE la vasta falcatura del porto. Al sec. XIII risalgono l'espansione dell'abitato sulle pendici del colle dell'Astagno e l'occupazione della zona valliva tra i due rilievi, fino all'attuale piazza Roma. Un più vasto sviluppo urbanistico si ebbe tuttavia soltanto dopo l'annessione al Regno d'Italia, con la costruzione della ferrovia e di nuovi quartieri intorno alla stazione. Più recente è lo sviluppo urbano verso E e SW. Un terremoto nel 1972 e una frana nel 1982 provocarono gravi danni al suo patrimonio urbanistico; oggi è una delle città-pilota in Europa per gli studi di ricostruzione antisismica. Ancona è il principale porto dell'Adriatico, con collegamenti giornalieri con Croazia, Albania e Grecia ed è molto attivo anche il suo aeroporto. È sede universitaria e arcivescovile.

Storia

Fondata da coloni siracusani tra i sec. V e IV a. C., entrò nell'orbita romana dopo la battaglia di Sentino (295 a. C.). Durante le guerre illiriche venne utilizzata come base navale dai Romani, che la ingrandirono e ne migliorarono, soprattutto con Traiano, il porto e le fortificazioni. Dopo la caduta dell'impero d'Occidente fu sede vescovile (sec. V-VI) e sostenne l'attacco dei Goti. Nel sec. VIII si affidò alla protezione longobarda (a quell'epoca risale il nome di “marca”), per sottomettersi in seguito spontaneamente alla Chiesa insieme alle altre città della Pentapoli. Distrutta dai Saraceni nell'848, si risollevò lentamente, sviluppando i traffici marini e organizzandosi in libero comune nel sec. X. Cinta invano d'assedio da Federico Barbarossa (1167) e da Cristiano di Magonza (1174), in lotta con i Saraceni, Normanni e Veneziani (con i quali sostenne un lungo conflitto), difese strenuamente la propria autonomia e visse un periodo di prosperità intensificando il commercio con l'Oriente. Nel 1348 venne occupata dai Malatesta e nel 1355 si sottomise alla Chiesa, che vi fece costruire una rocca distrutta nel corso di una rivolta nel 1383. Riacquistata la libertà, partecipò alle spedizioni contro i Turchi, indebolendosi in seguito per il crollo dei commerci e per i conflitti con Osimo e Jesi. Nel 1532 fu ceduta dal papa Clemente VII al cardinale Benedetto Accolti, che la espugnò due anni dopo sottoponendola al dominio pontificio. Decaduta a partire dal Seicento per il ristagno del commercio e per calamità naturali, fu occupata nel 1797 dai francesi condotti personalmente da Napoleone. Tornata alla Chiesa (1815) alla fine della vicenda napoleonica, fu annessa al Regno d'Italia nel 1860. Durante la seconda guerra mondiale fu colpita da numerosi e intensi bombardamenti alleati, che devastarono anche i quartieri medievali e rinascimentali.

Arte

Il maggior monumento della città, che si sviluppa a pianta ortogonale, è il duomo di San Ciriaco, eretto tra la fine del sec. XI e il XIII su un tempio italico probabilmente dedicato a Venere Euplea (sotto la chiesa sono stati trovati resti di fondazioni del sec. III); la decorazione esterna presenta forme romanico-gotiche lombarde (portale strombato con protiro e rosone nella facciata, archetti pensili) mentre la pianta, a croce greca con cupola poligonale su pennacchi e bracci absidati a tre navi, è di derivazione bizantina. I due bracci trasversali sono sopraelevati su due cripte. A una estremità del porto si innalza l'arco di Traiano (115 d. C.), che si suppone opera di Apollodoro di Damasco. Della città romana, il cui foro era situato dov'è l'attuale piazza del Senato, rimangono resti di edifici pubblici (terme, magazzini portuali) e privati, con mosaici e pitture parietali. Ben conservato è l'anfiteatro di età augustea. Romanica è la semplice chiesa di Santa Maria della Piazza, che ha una facciata con un portale gotico di gusto lombardo e una decorazione a loggette cieche di ricordo pisano (1210). Numerosi sono gli edifici tardo-gotici di stile veneziano (loggia dei Mercanti, portali di Sant'Agostino e di San Francesco alla Scala, tutte opere di Giorgio da Sebenico). Sulla scenografica piazza del Plebiscito si affacciano il palazzo della Prefettura (sec. XV) di Francesco di Giorgio Martini e la settecentesca chiesa di San Domenico, che conserva una Crocifissione di Tiziano. Tra gli altri edifici civili vanno ricordati il palazzo del Senato (sec. XIII, sede della Sovrintendenza ai Monumenti delle Marche); il palazzo degli Anziani (1270, sede dell'Università); il palazzo Giovannelli-Benincasa, del sec. XV, la cui facciata è opera di Giorgio da Sebenico; e il palazzo Ferretti, del sec. XVI (sede del Museo Nazionale delle Marche). Si ricordano inoltre tra i monumenti la chiesa dei Santi Pellegrino e Teresa e la Mole Vanvitelliana (entrambe del Settecento).

Economia

In posizione strategica nel “corridoio adriatico”, collegamento tra il Nord Europa e il Sudest del Mediterraneo, il porto è il motore dell'economia cittadina e ricopre un importante ruolo mercantile (container e sistemi di logistica integrata). Nelle importazioni prevalgono i prodotti petroliferi, diretti prevalentemente verso la vicina raffineria di Falconara Marittima; seguono i prodotti agricoli e alimentari, il legname e i concimi. Le esportazioni consistono soprattutto in prodotti alimentari, auto, autocarri e manufatti vari. Accanto al porto commerciale opera uno scalo turistico con moderni servizi per la nautica da diporto. Rilevante anche l'attività ittica, che anima una cospicua flotta, un mercato all'ingrosso e un Istituto di ricerche sulla pesca marittima e sulle attività industriali per la conservazione e la lavorazione del pesce. Nel campo industriale spicca la cantieristica navale; presenti anche i settori metalmeccanico (tubi e infissi metallici), chimico, farmaceutico e oleario; crescente è l'attività del settore informatico. Completano il quadro economico l'agricoltura (cereali, foraggi e uva da vino) e il terziario amministrativo, commerciale e turistico.

Bibliografia

G. Bonarelli, Effemeridi anconitane, Gubbio, 1944; M. Natalucci, Visita al Duomo di San Ciriaco e breve itinerario della città di Ancona, Ancona, 1958; idem, Ancona attraverso i secoli, Città di Castello, 1960; E. Bevilacqua, Marche, Torino, 1961; L. Sandri, Palazzo Benincasa in Ancona, Roma, 1985.