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Ancarano

comune in provincia di Teramo (30 km), 293 m s.m., 13,73 km², 1774 ab. (ancaranesi), patrono: san Simplicio (29 luglio).

Centro posto su un rilievo dominante la bassa valle del fiume Tronto. Già esistente in epoca preromana, fu distrutto dai Franchi nel 793. Ricostruito, venne infeudato ai vescovi di Ascoli fino al 1818, quando fu annesso allo Stato Pontificio e, nel 1852, passò al Regno delle Due Sicilie.§ Dell'antico del borgo fortificato restano due delle porte della cinta muraria (porta da Monte e porta da Mare). La parrocchiale custodisce una statua lignea della Madonna della Pace (sec. XV, attribuita a Silvestro dell'Aquila) e alcune sculture settecentesche. Nell'abitato è la casa natale dello scienziato Giuseppe Flaiani (1741-1808). Nei dintorni si trova la secentesca chiesa della Madonna della Misericordia, con pianta ottagonale.§ Centro agricolo (cereali, barbabietole da zucchero, olive, uva e ortaggi), basa la sua economia anche sull'industria, attiva nei settori enologico (controguerra DOC), metalmeccanico, edile, dell'abbigliamento e della lavorazione delle materie plastiche e del legno. È diffuso l'allevamento bovino, ovino e suino.

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