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André, Robert

romanziere e saggista francese (Parigi 1920). Influenzato agli inizi dal formalismo di Butor e Robbe-Grillet (Un combat opiniâtre, 1961; Le diagnostic, 1962), si interessa quindi alla tradizione della provincia francese frammista a spunti autobiografici in L'amour et la vie d'une femme (1969; L'amore e la vita di una donna), cronaca familiare di tre generazioni, in L'enfant miroir (1978; Il ragazzo specchio) e nel romanzo storico L'éducation inachevée (1984; L'educazione incompiuta). Originali i suoi saggi: Ecriture et pulsions dans le roman stendhalien (1977) e Chroniques italiennes de Stendhal (1985). La successiva produzione letteraria di André è stata dominata dal tema del ricordo. Ambientato in una provincia “chiusa” che invita al sogno e all'evasione, Port-Saïd (1990) racconta le fantasticherie del narratore, che vive in un ambiente campestre. Les Vertes Feuillantines (1991) ricostruisce l'infanzia di Victor Hugo (il titolo dell'opera si riferisce a una poesia del grande autore francese) e trae ispirazione da una coincidenza: André ha abitato nella rue Feuillantines, proprio di fronte al convento in cui Hugo passò i suoi primi anni.

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