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Angiulli, Andrèa

pedagogista e filosofo positivista italiano (Castellana 1837-Roma 1890). Professore di pedagogia alle università di Bologna e di Napoli, fondatore della Rivista critica di scienze, lettere ed arti. Angiulli reagisce all'hegelismo contrapponendo alla dialettica dogmatica, che vanifica nel puro pensiero lo sviluppo del reale, la filosofia positiva, che nel reale sa cogliere le leggi attraverso l'indagine empirica. Questo non significa però che qualsiasi metafisica debba essere bandita. A questo proposito Angiulli distingue metafisica dogmatica da metafisica positiva: la prima deriva da presupposti aprioristici, trascendenti l'esperienza, ed è quindi gratuita e infondata; la seconda invece si fonda sull'esperienza e ne costituisce la sistemazione non mai conclusa, ma progressivamente evolventesi. In accordo con i principi del positivismo, Angiulli auspica una pedagogia scientifica, cioè basata su dati antropo-sociologici, e un'educazione nella quale l'insegnamento delle scienze sia impartito non solo con fini professionali ma come addestramento metodologico. Era quindi contrario alla preminenza dell'indirizzo umanistico nella scuola come all'insegnamento religioso auspicati da filosofi e pedagogisti di formazione romantica e hegeliana e fautore di un'impostazione pedagogica in cui la scienza assume anche una funzione etica e quindi sostituisce la religione. Scopo del compito educativo dev'essere l'inserimento dell'individuo nella società, termine ultimo dell'evoluzione cosmica. Delle sue opere si ricordano: La filosofia e la ricerca positiva (1868), La pedagogia e la filosofia positiva (1872), La pedagogia, lo Stato e la famiglia (1876), La filosofia e la scuola (1888).

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