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Ankara (città)

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(Angora). Capoluogo della provincia omonima e capitale della Turchia, 851 m s.m., 4.474.305 ab. (2013), 5.045.083 (2013) l'agglomerato urbano.

Generalità

La città è situata nella parte nordoccidentale del Paese, ca. 200 km a S del Mar Nero, nel cuore dell'Anatolia, in una regione arida e dall'aspro clima continentale. Sorge presso la confluenza del fiume Ankara (un tributario del Sakarya) con il Çubuk. e consta di un nucleo antico, arroccato intorno a ḥiṣār, la cittadella bizantina, e di un'assai più vasta città moderna, la Yenisehir. Sviluppatasi a partire dagli anni Trenta del sec. XX, a seguito dell'elezione di Ankara a capitale per volere di Kemâl Atatürk, padre dell'indipendenza turca, la Yenisehir è stata concepita dal disegno dell'urbanista Hermann Jansen lungo l'asse principale dell'Atatürk Bulvarı e secondo criteri di razionale e austera monumentalità, con ampi viali e frequenti spazi verdi. È sede degli uffici governativi – il Parlamento, il governo e i ministeri – oltre che delle ambasciate straniere e delle tre università cittadine: l'Università di Ankara, fondata nel 1946; la METU (Middle East Technical University), fondata nel 1956; la Hacettepe (1963). L'animata piazza della Nazione (Ulus Meydanı) è il punto di collegamento tra la nuova e l'antica città.

Storia

Ankara è posta in una zona di antichissimo popolamento, come attestano reperti litici dell'epoca neolitica; si fa però risalire ai Frigi l'origine della città, che secondo la leggenda sarebbe stata fondata dal re Mida il quale, sconfitti gli Ittiti, si sarebbe impadronito dell'Asia Minore. Nel sec. III a.C. fu occupata dai Tettosagi, popolo celtico venuto dalla Tracia, che ne fecero la propria capitale. Conquistata dai Romani, divenne (25 a.C.), con il nome di Ancyra, capoluogo dell'allora istituita provincia della Galazia. Nel sec. IV vi si tennero alcuni concili, tra cui importante quello del 314, che disciplinò la controversia dei lapsi. Nei secoli successivi Ankara, passata a far parte dell'Impero bizantino, fu occupata dagli Arabi, dai Selgiuchidi (sec. XII) e infine dagli Ottomani (1361); tutto ciò determinò il lento declino della città, nei cui pressi nel 1402 le truppe turco-mongole di Tamerlano si scontrarono con l'esercito di Bāyazīd I; quest'ultimo, vinto, fu fatto prigioniero e Ankara venne temporaneamente occupata dai Mongoli. Ridotta a un grosso borgo, la città svolse per secoli la funzione di centro carovaniero sulla via per la Persia. Ma la sconfitta dell'Impero ottomano nella prima guerra mondiale, la conseguente soggezione del sultano di İstanbul alle potenze straniere e l'affermarsi in Anatolia della lotta di resistenza all'occupazione greca furono ragioni valide, sul piano politico come su quello strategico, perché Atatürk, che già nel 1920 aveva fatto di Ankara la sede del proprio governo, la scegliesse (13 ottobre 1923) come capitale ufficiale della neoistituita Repubblica. Da questo momento data la rinascita della città, divenuta simbolo della nuova Turchia e che Atatürk volle degna del rango di capitale e simbolo del rinnovamento di un intero popolo.

Arte

Della città antica, strettamente raccolta attorno alla cittadella bizantina, di rilevante interesse sono le testimonianze dell'epoca romana, particolarmente il grande tempio dedicato ad Augusto imperatore, sulle cui pareti è inciso il Monumentum Ancyranum, iscrizione in latino e greco di valore storico eccezionale, che narra le imprese di Augusto ed è copia del testamento che l'imperatore aveva fatto incidere all'ingresso del suo mausoleo a Roma. Altri monumenti sono il complesso termale a Çankırıkapi; le terme minori, ma di pianta più originale, a Soghukkuyu; la colonna detta di Giuliano e una tomba a camera del sec. IV d.C. che conserva le più antiche pitture cristiane sinora note in Anatolia. Data la successiva decadenza della città, pochi sono i monumenti dei periodi sia bizantino (il principale è cittadella di ḥiṣār, dei sec. VII-IX, dalla duplice cinta fortificata) sia ottomano: si annoverano soprattutto alcune moschee, tra cui la duecentesca Arslānkhāneh Haci Bayram Camii, fatta erigere nel sec. XV. Nella città moderna campeggia, imponente e isolato su un colle, il mausoleo di Atatürk (1944-53), dell'architetto turco Emin Onat. Ankara è anche un grande centro culturale, sede della Biblioteca e del Teatro Nazionale e di vari musei, fra i quali rilevante interesse hanno il Museo di Etnografia e soprattutto il Museo della Civiltà Anatolica, ubicato in un quattrocentesco caravanserraglio e contenente, oltre ad antichità greco-romane, frigie e bizantine, importantissime raccolte ittite provenienti da Boğazkale, Arslantepe, Alaca Hüyük, Karkemiš (gioielli, utensili, armi, ceramiche, sculture in bronzo, sigilli ecc.).

Economia

Oltre alla preminente funzione politica e amministrativa, Ankara è oggi un importante nodo stradale e ferroviario collegato con İstanbul, Smirne, Adana e tutte le maggiori città turche, servito dall'aeroporto internazionale di Esenboğa, a NE del centro. È altresì un attivo mercato dei prodotti agricoli e dell'allevamento ovino (da cui si ricava una pregiata qualità di lana che prende il nome dalla città stessa, Angora), sede di numerose industrie nei settori tessile (tappeti), del cemento, alimentare (vino, birra, zucchero), delle concerie.

Curiosità

A ca. 70 km a SW di Ankara si trova il sito archeologico di Gordion – tombe funerarie, reperti tessili e di ceramica, manufatti ellenistici –, che ha riportato alla luce i resti dell'antica città frigia, sviluppatasi tra i sec. VIII e VI a.C. e la cui fama è legata al mito del nodo gordiano, proverbialmente indistricabile, che Alessandro Magno riuscì a sciogliere con un colpo di spada.

Bibliografia

E. Bosch, Quellen zur Geschichte der Stadt Ankara im Altertum, Ankara, 1967; Stauffacher-Reiseführer, Türkei, Zurigo, 1967; G. Williams, Turkey: a Traveller's Guide and History, Londra, 1967; E. P. Hoff, M. Korst, Turchia, Firenze, 1989.