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Anouilh, Jean

autore e regista teatrale francese (Bordeaux 1910-Losanna 1987). Di umile famiglia (il padre era sarto), manifestò prestissimo il suo interesse per il teatro, scrivendo la sua prima commedia all'età di 10 anni. Dopo aver studiato legge ed essere stato segretario dell'attore e regista Louis Jouvet (1930), fece rappresentare con esito positivo Hermine (1931; Ermellino), cui seguirono molte commedie di successo. Sorretto da una tecnica raffinata che si giova di un'autentica vena poetica, il suo teatro spazia nell'ispirazione della tradizione francese, da Marivaux al vaudeville, ma risente anche della lezione pirandelliana, nel suo pessimismo nato dagli scontri tra illusioni e realtà. La produzione teatrale di Anouilh è stata pubblicata, a partire dal 1942, in 8 raccolte suddivise in varie serie: 1) Pièces noires (commedie nere): Hermine, Le voyageur sans bagage (1937; Il viaggiatore senza bagaglio), La sauvage (1938; La selvaggia); 2) Pièces roses (commedie rosa): Le bal des voleurs (1938; Il ballo dei ladri, già scritta nel 1933), Le rendez-vous de Senlis (1941; Appuntamento a Senlis); 3) Pièces brillantes (commedie brillanti): L'invitation au château (1947; L'invito al castello), La répétition ou l'amour puni (1950; La prova o l'amore punito); 4) Pièces grinçantes (commedie stridenti): Ornifle ou le courant d'air (1955; Ornifle o il riscontro), Pauvre Bitos (1956; Povero Bitos); 5) Pièces baroques (commedie barocche): Ne réveillez pas Madame (1970; Non svegliate la signora); 6) Pièces costumées (commedie in costume): L'Alouette (1953; L'allodola, la cui protagonista è Giovanna d'Arco) e Becket ou l'honneur de Dieu (1959; Becket e il suo re). Alcuni titoli furono ripresi nell'ambito di nuove serie, tra cui le Nouvelles pièces noires, con Antigone (1944) e Médée (1953) e le Nouvelles pièces grinçantes, con L'hurluberlu (1959; Il tonto), Le boulanger, la boulangère et le petit mitron (1968; Il fornaio, la fornaia e il garzoncino, titolo preso dalla terminologia rivoluzionaria). Fuori da queste serie, Anouilh ha pubblicato Le scenario (1976; La sceneggiatura, in collaborazione con Robert Piétri), Vive Henri IV (1977), La Belle Vie (1979) e Le nombril (1981; L'ombelico). Persona schiva, Anouilh rifuggì da ogni forma di protagonismo, tanto da meritarsi l'appellativo di “sconosciuto famoso”. Nel 1987 è apparsa la sua biografia sotto il titolo di La Vicomtesse d'Eristal n'a pas reçu son balai mécanique (La viscontessa di Eristal non ha ricevuto la sua scopa meccanica). Anouilh ha anche lavorato come regista cinematografico dal 1965.

Bibliografia

R. de Luppé, Jean Anouilh, Parigi, 1965; P. Vandromme, Un auteur et ses personnages, Parigi, 1965; P. Ginestier, Anouilh, Points de vue critiques, Parigi, 1969; S. de Feo, In cerca di teatro, Milano, 1972; J. Vier, Le théâtre de Jean Anouilh, Parigi, 1976; B. V. D'Ajetti, Lecture d'Anouilh, Napoli, 1978.

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