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Ansèlmi, Tina

donna politica italiana (Castelfranco Veneto 1927). Entrata giovanissima nella Resistenza, nel 1944 aderiva alla Democrazia Cristiana e da allora partecipava attivamente alla vita del partito. Sindacalista, iniziava a occuparsi in modo particolare dei problemi delle donne nel mondo del lavoro e del loro ruolo nella politica. Dirigente nazionale del partito, eletta in Parlamento nel 1968, nel 1976 entrava a far parte del governo come ministro del Lavoro interrompendo la tradizionale esclusione delle donne dai vertici dello Stato. Ancora ministro nel 1978 (Sanità), nella seconda metà degli anni Ottanta si metteva in luce per le battaglie interne alla Democrazia Cristiana, della quale chiedeva un rinnovamento recuperando i valori originari del popolarismo. Una posizione di intransigente rigore in cui si era anche distinta nella conduzione della Commissione d'inchiesta parlamentare sulla P2; ma nel 1992 era essa stessa a pagare per prima, non essendo rieletta, il ridimensionamento della DC alle elezioni politiche. Veniva comunque chiamata a presiedere la Commissione nazionale per le pari opportunità istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri, da cui si dimetteva nel 1994 dopo l'entrata in carica del governo Berlusconi. Nel 1998 assumeva la presidenza della Commissione parlamentare per la restituzione dei beni sottratti ai cittadini ebrei. Nel 2003 ha pubblicato Zia, cos'è la Resistenza?.

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