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Antìgone

(greco Antigónē; latino Antigŏne), nome di personaggi della mitologia greca. La più nota è la figlia del mitico Edipo e di Giocasta (secondo un'altra versione, di Eurigania, figlia del re dei Flegei); accompagnò il padre cieco nelle sue peregrinazioni e, alla morte di Edipo, tornò a Tebe dove regnava suo fratello Eteocle; divenuto re di Tebe Creonte, Antigone si pose contro il tiranno che aveva proibito il seppellimento di Polinice, quale nemico dei Tebani, e fu per questo murata viva in una grotta. La vicenda di Antigone, eroina degli affetti familiari, ispirò diversi autori sia antichi sia moderni. Sofocle la immortalò come modello della pietà filiale nell'Edipo a Colono e, come sublime esempio di pietà per i fratelli, nell'Antigone (441 a. C.). Il personaggio appariva già fugacemente nei Sette contro Tebe di Eschilo, mentre un'interpretazione più romantica ne diede Euripide nell'omonima tragedia di cui ci restano frammenti. Fra le numerose opere ispirate ad Antigone si ricordano: l'Antigone (1533) di Luigi Alamanni, elegante rifacimento della tragedia sofoclea, di J. de Rotrou (1638), di V. Alfieri (1783) e, tra le interpretazioni più recenti, quelle di J. Cocteau, ricca di sottile intellettualismo, di W. Hasenclever, di J. Anouilh (1944). Nella tragedia alfieriana Antigone è figura dominante, pervasa da un'eroica volontà di morte che è insieme affermazione di libertà e purificazione da una colpa: l'amore che la lega a Emone, figlio del tiranno Creonte. Un'interpretazione originale della figura di Antigone ha dato Anouilh, trasformandola in un'eroina esistenziale, simbolo dei principi umani da difendere e da affermare contro la logica dello Stato. Tra le opere musicali sono notevoli quella di T. Traetta (1772), degna di Gluck per l'esatta rispondenza dell'espressione virtuosistica, vocale e strumentale con la sostanza drammatica e dinamica; quelle di J. A. Hasse (1723), di I. Pizzetti (1951) e, tra le musiche di scena, quella di A. Honegger per l'Antigone di Cocteau (1927). § Altri personaggi mitologici: A) la figlia di Laomedonte e sorella di Priamo; essendosi vantata di possedere una capigliatura più bella di quella di Era, questa le trasformò i capelli in serpi (secondo un'altra versione causa del castigo sarebbe stato il suo cedimento a Zeus); gli dei impietositisi la trasformarono in cicogna. B) La figlia di Eurizione e sposa di Peleo; si uccise alla falsa notizia che il marito fosse passato a nuove nozze con Sterope, figlia di Acasto.