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Antònio di Pàdova

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Biografia

Santo, dottore della Chiesa, francescano portoghese (Lisbona 1195-Padova 1231). Ordinato prete a Coimbra, nel 1220 entrò nell'ordine francescano e mutò il nome originario, Fernando de Bouillon, in quello di Antonio d'Olivares. Nel corso di una navigazione dall'Africa, naufrago, capitò in Sicilia e di lì si recò al Capitolo Generale di Assisi del 1221. Fece per un certo periodo l'eremita, poi si diede a predicare in Italia e Francia ottenendo un successo strepitoso tra le masse. Nel 1227, il Capitolo Generale lo elesse provinciale dell'Emilia e della Lombardia. Dal 1229 il santo fissò la sua sede a Padova, che divenne centro famoso proprio per la sua presenza. Pratiche ascetiche, preghiera, miracoli, predicazioni, insegnamento, ecc., contrassegnano la sua vita in cui spesso realtà e leggenda si mischiano in modo inestricabile. Antonio di Padova ebbe, per ordine di San Francesco, un'ottima preparazione teologica che servì poi per la formazione dei frati. A Parigi nel 1541 fu pubblicata la sua opera omnia, di cui una larga parte è occupata dai Sermones. Fu canonizzato nel 1232 da Gregorio IX; nel 1256 fu proclamato patrono e protettore di Padova, dove fu completata nel 1307 la celebre basilica sorta sulla sua tomba.

Il culto del santo

Straordinario fu il culto che venne attribuito al santo subito dopo la sua morte: ne fu motivo la fama dei suoi miracoli, che gli meritarono il titolo di “taumaturgo”. La devozione al santo, venerato fin dal sec. XIII come dottore della Chiesa, si diffuse in tutto l'orbe cattolico sino alla riforma del Breviario e del Messale Romano (1570). Nel sec. XVI, anche per la posizione prestigiosa riconosciutagli nei nuovi libri liturgici, la venerazione per il santo si estese ancor più e divenne veramente universale; il culto liturgico di Antonio di Padova, dottore della Chiesa, venne confermato ed esteso a tutta la cattolicità da Pio XII nel 1946. Il titolo di dottore attribuito al santo voleva riconoscere la sua opera di predicatore facondo e incisivo, in cui metteva fondamento la Sacra Scrittura sviscerata nei suoi quattro significati fondamentali: letterale, allegorico, morale e anagogico, ma con particolare insistenza sul significato morale, come il più adatto alla sua predicazione eminentemente pratica. In questo senso Antonio di Padova può definirsi un “teologo” della teologia oratoria, mentre per il suo continuo riferirsi alle Sacre Scritture, ben si merita i titoli di “Arca del Testamento” e di “Scrigno delle Sacre Scritture”. Tanta popolarità raggiunta dal culto del santo non poteva escludere l'intervento del folclore e della poesia popolare, dove il primo si esprime nel pellegrinaggio con particolari devozioni alla sua basilica, a Padova, e la seconda trova sfogo in una canzoncina in quartine di ottonari, che descrive il suo celebre miracolo della bilocazione, in cui predicava a Padova e contemporaneamente era presente a Lisbona per liberare il padre condannato a morte; celebrano la sua vita e i suoi miracoli anche altre composizioni, in cui però all'ardore della fede non fa riscontro un medesimo slancio poetico. Festa il 13 giugno.

Bibliografia

R. M. Huber, St. Anthony of Padua, Milwaukee, 1948; M. G. Colasanti, Antonio di Padova, Milano, 1985.

Media

S. Antonio di Padova.