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Antiòchia (Turchia)

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(Hatay). Capoluogo della provincia di Hatay (Turchia), m s.m., 144.910 ab. (2000).

Generalità

È situata sulle sponde del fiume Asi (l'antico Oronte), a 30 km dalla foce, ai piedi dei monti Amanus, non lontano dal confine siriano. Costituisce un importante nodo di comunicazioni con la Siria e il Libano. L'agglomerato urbano, in gran parte ricostruito dopo il terremoto del 1872, si estende poco a NE della città antica ed è popolato, oltre che da Turchi, anche da Siriani Alawiti, Armeni, Greci, Arabi, distribuiti in aree distinte, disposte tutt'intorno al quartiere commerciale.

Storia

Fondata intorno al 300 a. C. da Seleuco I e intitolata ad Antioco suo padre, la città conobbe nel periodo ellenistico e nei primi secoli dell'era cristiana uno straordinario splendore. Abitata soprattutto da Greci e da Siri, fu sede anche di una numerosa e influente colonia di Ebrei. Capitale dapprima del regno siriaco, divenne nel 64 a. C. la sede dei governatori romani della provincia siriana. Centro, dal sec. I d. C., di diffusione del nascente cristianesimo (la città fu sede di numerosi concili e di una scuola di esegesi della Bibbia), la città cominciò a decadere, devastata da invasioni persiane (sec. III-VI) e da terremoti, già nei primi secoli dell'era cristiana. Ricostruita da Giustiniano (sec. VI), sembrò ritrovare l'antica grandezza, cadendo poi in potere degli Arabi (638) e dei Turchi Selgiuchidi (1084). Nel 1098 fu espugnata, dopo un lungo assedio, dai crociati che ne fecero la capitale dell'omonimo principato. Dal 1268, quando fu conquistata e semidistrutta dal sultano Baybars I, Antiochia passò successivamente sotto i domini mamelucco e ottomano (sec. XVI) e infine, dopo la sconfitta turca nella prima guerra mondiale, fu posta sotto mandato della Francia alla quale rimase fino al 1939, quando tornò alla Turchia.

Arte

La struttura urbanistica è un tipico esempio di epoca ellenistica di razionale dislocazione delle funzioni della città e si articola intorno a una grande strada porticata, più volte rimaneggiata (il doppio portico è del sec. II d. C.). Sull'isola fluviale si trovavano il palazzo, l'ippodromo del sec. I a. C. (riportato alla luce), il Tetràpylon e ville patrizie di età romana. Delle cinque cerchie ellenistiche (una generale, quattro per i singoli quartieri) rimane qualche tratto; meglio conservate sono le imponenti mura giustinianee, con cinque porte e numerose posterle, rinforzate da trecento torri a due piani. Un teatro del sec. II d. C. e alcune ville romane sono stati ritrovati nel borgo di Dafne, le cui acque, convogliate in due acquedotti, alimentavano i numerosi bagni pubblici e privati della città (bagno C con mosaici del sec. IV d. C.). Molto ricca era la decorazione musiva (nei bagni, nelle case, nelle necropoli, nelle chiese), che documenta la vita quotidiana della città nell'epoca del suo massimo splendore; i mosaici sono attualmente sparsi in 18 diversi musei, per lo più statunitensi. La Senpiyer Kilisesi è una chiesa rupestre dedicata a san Pietro, con facciata dei sec. XII-XIII e al suo interno tracce di affreschi e mosaici. Nel Museo Archeologico sono raccolti preziosi mosaici di epoca romana (Oceano e Teti del sec. II; Ifigenia in Aulide del sec. III), sculture, monete e oggetti in vetro. § La città fu un importante centro tessile siro-romano, diffondendo alla fine dell'impero (sec. V d. C.) i motivi persiani delle lane e delle sete. Ne ritroviamo una testimonianza indiretta nei mosaici pavimentali che riproducevano le leggende persiane, i fondi di fiori e petali di rose, gli arieti sorgenti da ali stilizzate e gli uccelli ornati di nastri. Da Antiochia si diffonde in tutta l'Asia Minore il motivo del leone che cammina su un terreno a onde, che si ritrova anche tra le culture dell'altopiano iranico. Un'altra testimonianza degli stretti rapporti culturali intercorrenti fra il tardo ellenismo e l'arte iranica è data dalla ripresa della struttura urbanistica di Antiochia nelle città fondate dai Sassanidi.

Economia

Antiochia è fiorente centro di traffici dei prodotti di una vasta regione, resa fertile da abbondanti precipitazioni (1157 mm annui), coltivata prevalentemente a cotone, olivo, vite e cereali; l'industria è attiva prevalentemente nella trasformazione dei prodotti agricoli. Importante nell'economia cittadina è il ruolo del turismo.