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Anyang

città (616.803 ab. nel 1990) della Cinaorientale, nella sezione settentrionale della provincia dell'Henan, 120 km a NE di Chengchow, lungo la ferrovia per Pechino. Centro di raccolta dei prodotti agricoli (cereali, cotone) e minerari (carbone) della regione circostante, è sede di industrie operanti nel settore di trasformazione dei prodotti agricoli. Anche An-yang. § Principale centro della dinastia Shang, succeduta alle culture neolitiche di Yang-Chiao e Lung Shan, fu l'ultima capitale della dinastia dal 1384 al 1122 a. C. (era stata preceduta da Yen-shih, l'antica Po, e da Chengchow, l'antica Ao). Conosciuta negli annali storici con il nome di Yin-hsu, Anyang fu caratterizzata da un'economia basata sull'agricoltura e sull'allevamento (anche quello del baco da seta). L'organizzazione statale era già piuttosto complessa e compaiono gli ideogrammi sulle ossa oracolari. Le ricerche archeologiche, iniziate nel 1928 sull'indicazione di scoperte fatte nel 1899, hanno rivelato sulle due rive del fiume Huan (specie nelle campagne di scavo del 1950-53) varie località con tracce di insediamenti urbani appartenenti all'antica capitale. I numerosi reperti (armi e vasi rituali in bronzo, esemplari di ceramica bianca, piccola statuaria in giada, in pietra e in avorio) documentano la fase di passaggio dalle manifestazioni della cultura neolitica alla diffusione dell'arte Shang. Scomparso il materiale deperibile, il ritrovamento e la disposizione di alcune basi di pilastri in pietra entro la cinta della città sulla riva sud del fiume hanno consentito di ricostruire una tipologia architettonica già a lungo collaudata: oltre alla piattaforma in terra battuta (hang-tu) venivano usati pilastri e colonne su cui poggiavano i travi che sorreggevano il tetto; le mura quindi non avevano mai funzione portante. Altre indicazioni sull'architettura sono emerse dallo studio delle iscrizioni divinatorie su ossa in cui alcuni disegni schematici sono riferibili a tipi di costruzioni. Attraverso quelle iscrizioni è stato anche possibile documentare, confrontandole con i dati forniti dalla tradizione letteraria, l'esistenza storica della dinastia Shang. Sulla riva nord del fiume sorgeva invece la necropoli con le tombe dei sovrani (Hsiaotun, Hsipeigang), caratterizzate da gradinate e stanze sotterranee, nelle quali sono stati ritrovati resti di sacrifici umani e animali. Negli arredi funebri figuravano esempi di vasellame bronzeo di raffinata fattura e di fusione perfetta, armi da cerimonia in bronzo e giada, oggetti in avorio, marmo, pietre varie.

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