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Archeociati

sm. pl. [da archeo-+greco kýathos, coppa]. Tipo (Archaeocyatha) comprendente organismi animali conosciuti unicamente allo stato fossile che vissero nei mari cambriani e i cui resti sono stati rinvenuti in tutti i continenti, a volte ancora nella posizione che occupavano in vita. Gli Archeociati costituiscono un tipo le cui affinità sistematiche non sono del tutto note. Il loro corpo di forma conica di altezza variabile da 2,5 a 10 cm è costituito da due pareti calcaree concentriche attraversate da numerosi pori e legate assieme da un doppio sistema di setti verticali radiali porosi e di tabule orizzontali. Tabule e setti intersecandosi dividono lo spazio fra le due pareti in numerose piccole camere quasi cubiche. All'apice del cono erano sviluppati processi radicolari che permettevano all'organismo di fissarsi al substrato solido del fondo marino. Le curiose caratteristiche anatomiche fanno sì che questi animali possano venir considerati intermedi fra i Poriferi e i Celenterati. Come i Poriferi possiedono infatti pareti porose e una cavità centrale, mentre la presenza di setti radiali ricorda in parte la struttura di alcuni Celenterati. Come i Poriferi e, soprattutto, come i Celenterati, gli Archeociati erano organismi costruttori; vivevano fissi al fondo marino in acque poco profonde e in colonie di numerosi individui che diedero luogo, con l'accumulo dei loro scheletri calcarei, a vere e proprie costruzioni di scogliere. Gli Archeociati vissero unicamente durante il Cambriano ma in tale abbondanza che fra essi è possibile stabilire la presenza di ben tre classi diverse. Alla fine del periodo gli Archeociati si estinsero. Il loro ruolo di organismi costruttori venne assunto nel periodo seguente, l'Ordoviciano, dai primi Celenterati a impalcatura calcarea resistente. Gli Archeociati vengono suddivisi in tre classi: Monociatei, con forme a scheletro conico o tabulare, con una sola parete laminare semplice; Archeociatei, con organismi a forma di coppa o conica, con due pareti; Antociatei, con forme a scheletro conico perforato o imperforato, costituito da pareti radiali distinte. Gli organismi appartenenti a quest'ultima classe, presenti solo nel Cambriano inferiore, sono considerati da alcuni studiosi come appartenenti a un ramo staccatosi precocemente dal ceppo degli Archeociati e subito estinto.