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Archeozòico

agg. e sm. (pl. m. -ci) [sec. XIX; archeo-+-zoico]. Intervallo di tempo che per alcuni autori abbraccia tutto il periodo precedente il Paleozoico, mentre per altri è più limitato e rappresenta solo una suddivisione dello stesso. Nel significato più ristretto è detto anche Eozoico o Proterozoico e segue l'Azoico. In quello più ampio l'Archeozoico, o era archeozoica designato anche come Precambriano, ha uno sviluppo di oltre tre miliardi di anni ed è rappresentato da terreni per lo più intensamente metamorfosati con testimonianze di intensa attività orogenetica e magmatica e di formazioni glaciali; i fossili sono rari e spesso di difficile interpretazione tanto da non poter essere utili per correlazioni stratigrafiche. La suddivisione dell'Archeozoico in due periodi, Archeano, con rocce esclusivamente eruttive e metamorfiche, e Algonchiano, comprendente anche terreni sedimentari non metamorfosati, non è più considerata soddisfacente dopo l'applicazione dei metodi di datazione assoluta, ma per l'incompletezza dei dati a disposizione non è stata formulata una valida suddivisione sostitutiva, per cui viene ancora seguita.