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Arcolèo, Giórgio

giurista italiano (Caltagirone 1848-Napoli 1914). Allievo, con G. Fortunato e A. Gaspary, della “seconda scuola” del De Sanctis, passò poi agli studi giuridici. Docente di diritto costituzionale nelle università di Parma e di Napoli, sostenne la necessità di superare la rigidità della norma giuridica, tenendo conto del mutare delle circostanze storico-politiche. Deputato al Parlamento, fu più volte sottosegretario, e, dal 1902, senatore. Tra le sue opere: Crispi (1905), Forme vecchie, idee nuove (1909).