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Argèi

(latino Argēi), fantocci di vimini che, in numero di 27, venivano ritualmente gettati dalle vestali nel Tevere dal ponte Sublicio, durante una cerimonia religiosa dell'antica Roma che si celebrava alle idi di maggio (il giorno 15). Lo stesso nome di Argei era dato a certe cappelle (24 o 27) a cui ci si recava in processione solenne durante una festa del 17 marzo. Non è nota la connessione esatta tra i fantocci e le cappelle, ma doveva trattarsi in entrambi i casi di un rito espiatorio o di purificazione: lo dimostrerebbe l'abbigliamento da lutto che in entrambe le giornate, il 17 marzo e il 15 maggio, era prescritto per la flaminica, ossia la moglie del flaminediale (il sacerdote di Giove), che aveva, anch'essa, funzioni sacerdotali.