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Argènto, Gaetano

giurista italiano (Cosenza 1661-Napoli 1730). Per la sua cultura giuridica ricoprì diverse cariche nel Regno di Napoli; nel 1709 fu nominato reggente del Consiglio Collaterale diventando il sostegno più efficace della politica del re contro la Curia romana (editto di sequestro dei benefici e delle rendite ecclesiastiche nel Regno di Napoli). Nei laboriosi negoziati succeduti al concordato fra Carlo VI d'Asburgo e la Santa Sede, l'Argento ottenne che gli stranieri fossero esclusi dal godimento dei benefici ecclesiastici del regno. Eletto presidente del Sacro Regio Consiglio nel 1714, varò un vasto progetto di riforma degli studi universitari. Dopo il 1722 la politica reale verso la Santa Sede divenne più ossequiente e l'Argento ritenne opportuno adattarvisi, per mancanza, come dirà il Giannone, di una profonda e sentita passione politica. Opere: De re beneficiaria (1709) e numerose Consulte, del più alto valore storico in materia di controversie giurisdizionali.