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Arlacchi, Giusèppe, detto Pino

sociologo e uomo politico italiano (Gioia Tauro, Reggio Calabria, 1951). Laureatosi all'Università di Trento nel 1973, ha insegnato Sociologia all'Università della Calabria, a Firenze e a Sassari. Nel 1984 è stato visiting professor alla Columbia University di New York. Studioso attento dei meccanismi che regolano organizzazione e propagazione della grande criminalità e soprattutto del fenomeno mafioso, ha collaborato tra gli anni Ottanta e Novanta con le istituzioni alla stesura di piani di legge antimafia. Con il suo contributo è stata tra l'altro varata la legge del 1982 per cercare di rendere più efficaci le misure preventive contro la mafia; dal 1984 al 1986 ha fatto parte della Commissione parlamentare antimafia. Agli inizi degli anni Novanta ha istituito la DIA (Direzione Investigativa Antimafia). Deputato in Parlamento (1994-1995) e senatore (1995-1997), nel 1997 è stato nominato direttore generale dell'Ufficio delle Nazioni Unite a Vienna e direttore esecutivo dell'Ufficio ONU per il Controllo delle Sostanze Stupefacenti e Prevenzione della Criminalità (UNDCP), con sede a Vienna, nonché sottosegretario generale delle Nazioni Unite (carica mantenuta fino al 2002). Nel 2009 è stato eletto duputato europeo nelle liste del PD. Numerose le pubblicazioni in proposito: La Mafia imprenditrice. L'etica mafiosa e lo spirito del capitalismo (1983); Imprenditorialità illecita e droga. Il mercato dell'eroina a Verona (1990, in collaborazione con R. Lewis); Gli uomini del disonore. La mafia siciliana nella vita del grande pentito Antonino Calderone (1994); Addio Cosa Nostra (1994), resoconto di conversazioni con il pentito di mafia A. Buscetta.

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