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Arnold, Matthew

poeta e critico inglese (Laleham 1822-Liverpool 1888). Frequentò la famosa Rugby School diretta dal padre, Thomas. Nel 1851, sposatosi, accettò il posto di ispettore scolastico che tenne per tutta la vita. Nel 1857 fu nominato professore di poesia a Oxford. Le due prime raccolte poetiche, The Strayed Reveller and Other Poems (1849; Il festaiolo smarrito e altre poesie) e Empedocles on Etna (1852; Empedocle sull'Etna), apparvero anonime. Uscì sotto il vero nome la raccolta dei Poems (1853; Poesie) che includeva poesie già pubblicate ma escludeva di proposito (come veniva chiarito nell'importante introduzione) Empedocles on Etna. Il poemetto venne ripubblicato soltanto nell'ultima raccolta New Poems (1867; Nuove poesie), per le pressioni di letterati e amici. Nonostante il programma enunciato da Arnold, che propugnava un ritorno al classicismo, le sue poesie sono spesso personali, intime, romanticamente pensose e meditative. Nel 1858 Arnold pubblicò la tragedia Merope; nel 1861 il saggio On Translating Homer (Del tradurre Omero). Interessanti i saggi pedagogici A French Eton (1864; Una Eton francese) e Schools and Universities on the Continent (1868; Scuole e università nel continente), ma è soprattutto notevole l'opera critica. Come critico di costume e di letteratura Arnold ebbe il merito di reinserire l'individuo, esaltato dai romantici come un mondo a sé, nella società, e il poeta nella tradizione. Il meglio del pensiero critico di Arnold, altamente apprezzato da T. S. Eliot, si trova negli Essays on Criticism (Saggi sulla critica; I serie, 1865, II serie, 1888), mentre il suo atteggiamento circa i problemi della collettività e della religione è soprattutto dichiarato in Culture and Anarchy (1869; Cultura e anarchia), dove la cultura è vista come lo strumento unificatore atto ad abbattere le barriere che dividono l'aristocrazia (“barbari”) dalle classi medie (“filistei”) ed entrambe dal popolo minuto (“plebe”). Dall'anarchia delle divisioni e dei contrasti si passa così all'armonia di una bene ordinata società. La fede di Arnold in questa funzione della cultura è tale, che scritti quali Literature and Dogma (1873; Letteratura e dogma) e altri fanno pensare che in essa, e in particolare nella poesia, egli vedesse un sostituto della metafisica e della religione.

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