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Arpàia

comune in provincia di Benevento (26 km), 283 m s.m., 5,20 km², 1880 ab. (arpaiuoli), patrono: san Michele Arcangelo (29 settembre).

Centro posto nella gola tra i monti Tairano e Castello, identificata con il passo delle Forche Caudine, dove l'esercito romano, caduto in un'imboscata, venne sconfitto dai Sanniti (321 a. C.). Il toponimo compare solo a partire dal sec. XII. Ebbe numerosi feudatari e sostenne un memorabile assedio nel 1438, quando fu preso e saccheggiato dalle truppe di Alfonso d'Aragona. Appartenne ai Guevara e ai Di Capua. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1980.§ L'abitato conserva resti delle mura medievali, con torri e porte. Nella parrocchiale di San Michele sono stati rinvenuti un capitello e una colonna del sec. VI. La chiesa dei Frati Minori custodisce una pala di ignoto napoletano (sec. XV). Sul monte Castello sono i ruderi del castello.§ L'economia si basa sull'agricoltura (patate, legumi, frutta) e sull'artigianato. È base per escursioni nei boschi di castagni e faggi di cui il territorio è ricco.

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