Arpashiya

località dell'Iraq, posta vicino a Mosul, sul fiume Tigri. Qui, nel 1933, M. E. L. Mallowan intraprese una campagna di scavo sul tell che doveva confermare l'esistenza della fase cronologica di Halaf, già individuata sul sito omonimo vent'anni prima e databile al quinto millennio a. C., posta tra la cultura neolitica di Hassuna e quella protostorica di Ubaid. La cultura di Halaf fu la prima a introdurre nella Mesopotamiameridionale la metallurgia; tuttavia, il sito di Arpashiya è importante soprattutto per l'evoluzione dell'architettura, che si segue nei livelli dell'Halafiano antico, medio e tardo, e per la ricca documentazione di una ceramica particolarmente raffinata e di una produzione di vasi e statuette in pietra. Nel periodo più antico non si conoscono abitazioni, mentre la ceramica è caratterizzata da una decorazione dipinta che predilige il motivo a macchie e puntini (egg-and-dot) e quelli animalistici. All'Halafiano medio appartiene una decina di costruzioni circolari, dette anche thóloi, in pisé su fondazioni di pietra, con diametro da 3,60 a 9,40 m, alcune delle quali con anticamere rettangolari. La posizione delle più grandi, raggruppate al centro dell'abitato, ha fatto supporre che questi edifici fossero santuari della comunità agricola di Arpashiya. Nel campo della produzione ceramica si affermano forme ispirate a prototipi metallici e si ha un prodigioso sviluppo di motivi geometrici. All'ultimo periodo appartiene una grande casa con stanze rettangolari, in pisé; sono inoltre documentati alcuni splendidi piatti policromi, considerati tra i più bei prodotti ceramici del Vicino Oriente.

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