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Arquata del Trónto

comune in provincia di Ascoli Piceno (34 km), 777 m s.m., 93,32 km², 1481 ab. (arquatani), patrono: Santissimo Salvatore (18 marzo).

Centro dell'alta valle del fiume Tronto, compreso sia nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini sia in quello del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Statio romana sulla via Salaria, si sottomise ad Ascoli nel 1255 e fu ceduta a Norcia, da Martino V, nel 1429. § Domina l'abitato la rocca duecentesca con torrioni e cinta muraria, più volte restaurata; nell'abitato rimane qualche arco gotico, portali a bugne e, nella collegiata, una tela di fine Quattrocento. A Borgo le chiese del Salvatore e di San Pietro conservano, rispettivamente, un crocifisso ligneo del sec. XII e una tavola del Cinquecento attribuita a Cola dell'Amatrice. Alcuni affreschi dello stesso pittore sono nella parrocchiale di Spelonga. § All'economia agricola (funghi, legumi, castagne) e all'allevamento ovino si è affiancato il turismo: la località Forca Canapine (1541 m s.m.) è attrezzata per gli sport invernali, mentre Forca di Presta è base per le escursioni verso il monte Vettore. Attivo l'artigianato del legno.