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Arzachèna

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comune in provincia di Olbia-Tempio, 83 m s.m., 228,59 km², 10.730 ab. (arzachenesi), patrono: Madonna della Neve (9 settembre).

Generalità

Cittadina della Gallura, situata alla sinistra del rio San Giovanni. È considerata la capitale della Costa Smeralda dove, dagli anni Sessanta del Novecento, sono sorte numerose e famose località turistiche attorno a cui gravita la vita mondana costiera, tra cui: Porto Cervo, frequentato dal jetset internazionale, con rinomate strutture ricettive, ricreative e sportive (yacht club e campi da golf); Cala di Volpe, dalle splendide ville nascoste tra il verde; Baja Sardinia e Poltu Quatu, con famosi locali notturni; e Romazzino, dalle suggestive architetture, con splendidi hotel e ville prestigiose.

Storia

Sorta in un territorio abitato già in età nuragica, fu abitata in epoca romana e nel Medioevo (sec. XI) fece parte del Giudicato di Gallura, nella curatoria di Unale. Passò al comune di Pisa in seguito alla spartizione del giudicato e alla morte di Nino Visconti (1298). Nel 1326 fu conquistata dagli Aragonesi: sotto il loro dominio decadde e si spopolò nei secoli successivi. Passata ai Savoia (sec. XVIII) divenne frazione di Tempio Pausania, di cui seguì le vicende fino al 1920, quando divenne comune autonomo.

Arte

Le chiese di Santa Lucia, su un'alta scalinata, e di Santa Maria della Neve sono del sec. XVIII. La chiesa Stella Maris di Porto Cervo, edificata alla fine degli anni Sessanta del Novecento, conserva una tela (Mater Dolorosa, sec. XVI) di El Greco, un organo napoletano dei sec. XVI-XVII e le porte in bronzo (1986) di Luciano Minguzzi.

Economia

L'economia si basa sul turismo, particolarmente sviluppato sulla rinomata Costa Smeralda con spiagge, dune e cale rocciose, e favorito da attrezzate strutture ricettive. L'industria opera nei settori edile, alimentare (miele, formaggi), dei materiali da costruzione, della lavorazione dei metalli e del legno. L'agricoltura produce ortaggi, frutta, uva da vino, cereali e foraggi; si pratica il florovivaismo. È diffuso l'allevamento ovino, caprino e bovino.

Dintorni

Nel territorio, ricco di testimonianze preistoriche, sorgono: la necropoli neolitica di Li Muri (appartenente alla facies culturale di Arzachena o “dei circoli megalitici”, testimoniata, pare, solo in questa zona), con cinque sepolture collettive a circolo, composte da un dolmen circondato da cumuli concentrici di pietre; le “tombe dei giganti” Li Lolghi e Coddu' Ecchju, costituite da una lunga fossa circondata da varie lastre di pietra conficcate nel terreno, con alta stele centrale, che precede il corridoio sepolcrale vero e proprio; il nuraghe La Prisciona, composto da una torre centrale atholos, a due piani sovrapposti, e da due torri secondarie unite fra loro da un recinto, il tutto collegato e protetto da un'ulteriore cinta muraria con altre torri di cui restano tracce; il nuraghe Albucciu, uno dei più notevoli monumenti della zona, costruito addossando i blocchi di pietra non rifiniti a una grossa roccia granitica, la quale sostituisce parte della struttura, che presenta nella facciata mensoloni sporgenti, che servivano a sorreggere il ballatoio in legno; e il piccolo tempio nuragico Malchittu, costruito interamente con blocchi di granito di forma irregolare e caratterizzato da una sala con abside, cui si accede tramite un portale con piatto architrave sormontato da una finestrella.

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