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Aspromónte, Parco Nazionale dell'-

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superficie 656,47 km², altitudine 465-1955 m s.m. (Montalto), provincia: Reggio di Calabria. Sede a Gambarie – Santo Stefano in Aspromonte (RC). Istituzione: 1989.

Territorio

Il parco tutela l'estrema propaggine dello stivale, l'Aspromonte (un tempo compresa, insieme alla Sila, nel Parco Nazionale della Calabria), imponente montagna granitica, dai forti contrasti, con vette che sfiorano i 2000 m, irti crinali, spesse dorsali, gole, forre, canyon e notevoli cascate, come quelle di Maesano, nell'alto corso dell'Amendolea, quelle del torrente Aposcipo e quelle di Forgiarelle; l'area protetta include, inoltre, la piana di Gioia Tauro, la più estesa della Calabria, e i laghi Rumia e Costantino. Caratterizzano il paesaggio le fiumare, corsi d'acqua aridi per gran parte dell'anno, che all'arrivo delle piogge possono trasformarsi in pericolosi torrenti capaci di estirpare alberi e travolgere rocce. In passato, quando i sentieri non erano ancora tracciati, ebbero anche la funzione di vie di transito per i pastori con le loro mandrie. Un'altra peculiarità dell'area protetta sono i giganteschi monoliti, tra cui il più noto è Pietra Cappa, vere e proprie sculture naturali erose dagli agenti atmosferici, che hanno assunto a volte delle forme insolite. § Tipica dell'area è la coltivazione del bergamotto, da cui si ricava un olio essenziale utilizzato dalle industrie farmaceutiche e cosmetiche.

Flora e fauna

Le varietà climatiche e orografiche del territorio determinano una notevole diversificazione nella flora. Oliveti, agrumeti e macchia mediterranea caratterizzano la parte bassa dell'area protetta, mentre a quote più elevate si trovano castagni (fino a 1000 m), aceri, frassini, ontani neri e napoletani (fino a 1200 m). Sul versante ionico sono presenti diverse specie di querce, mentre su quello tirrenico le più abbondanti precipitazioni favoriscono la crescita del faggio, dell'abete bianco e del pino laricio. Una particolarità botanica locale è la Woodwardia radicans, una felce tropicale che cresce a 200-400 m nel settore tirrenico del parco, grazie all'elevata umidità, alla scarsissima luce e alle minime escursioni termiche. Tra i mammiferi si segnalano il lupo, il gatto selvatico, il driomio (un piccolo roditore presente anche nel Pollino e sulle Alpi Orientali), la martora e lo scoiattolo nero. L'avifauna include il picchio nero e diversi rapaci, quali l'aquila reale, il gufo reale, il biancone, l'astore, il falco pecchiaiolo e lo sparviero. Vere rarità del parco sono l'aquila del Bonelli, con ali brevi, zampe allungate e testa piccola, e il capovaccaio. Tra gli anfibi si può osservare la salamandrina dagli occhiali e, tra i rettili, la testuggine comune.