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Atlante (geografia)

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Geografia

Sistema montuoso dell'Africa nordoccidentale, interessante il Marocco, l'Algeria e la Tunisia. Limitato a S dal deserto del Sahara, a W dall'Oceano Atlantico e a N dal Mar Mediterraneo, si allunga per ca. 2500 km dal Marocco sudoccidentale alla Tunisia settentrionale, formando una barriera topografica e climatica tra il Mediterraneo e il Sahara "La cartina geografica è a pag. 80 del 3° volume." . "Per la cartina geografica vedi il lemma del 3° volume." Unica catena africana di età alpina, fa parte del grandioso corrugamento alpino-himalayano: da una parte, tramite il Rif, l'Atlante può essere considerato come il prolungamento del Sistema Betico della Penisola Iberica, mentre nella sua sezione orientale si ricollega, attraverso il canale di Sicilia, al sistema appenninico italiano. Nell'Atlante sono ben riconoscibili tracce di piegamenti precambriani e caledoniani. La successiva orogenesi ercinica diede luogo alla formazione di una grandiosa catena orientata da N a S, la cui esistenza fu però di breve durata, in quanto alla fine del Paleozoico era già stata peneplanata dall'erosione. Nel corso del Mesozoico e del Cenozoico si depositarono, al di sopra di questo basamento, potenti strati di arenarie, calcari e scisti, piegati durante l'orogenesi alpina. La prima fase di questa orogenesi (fase pirenaica) è di età eocenica e i rilievi formatisi furono rapidamente erosi. Durante il Miocene si verificò la fase orogenetica principale, che diede all'Atlante la sua attuale configurazione.

Morfologia

La struttura dell'Atlante è piuttosto complessa: nella sua sezione orientale si distinguono due principali catene montuose, una settentrionale costiera, l'Atlante Telliano, e una meridionale interna, l'Atlante Sahariano. La prima si allunga parallelamente alla costa algerina, dal golfo di Annaba al confine marocchino. Caratterizzata da una struttura a pieghe e falde di ricoprimento, comprende due allineamenti di massicci, separati da un solco longitudinale (depressione del Chéliff): a N il massiccio del Dahra, di Miliana, il Diurdjura (2308 m nel Lalla Khadidja, punto culminante dell'Atlante Telliano) e a S i monti di Tlemcen (1841 m), di Saïda (1180 m), il massiccio dell'Ouarsenis (1983 m), i monti del Titeri e la catena dei Biban. Questi due allineamenti si uniscono a E del golfo di Béjaïa a formare la catena dei monti Babor (2004 m), cui succedono i monti di Costantina e di Guelma. L'Atlante Telliano si prolunga a E, in Tunisia, nei monti della Medjerda. L'Atlante Sahariano, separato dall'Atlante Telliano da una serie di altopiani, si allunga per ca. 700 km dal confine marocchino alla regione di Biskra, oltre la quale si continua nei monti dell'Aurès. È costituito da una successione regolare di pieghe raggruppate in massicci che comprendono, da SW a NE, i monti dei Ksour (2336 m nel monte Aïssa), i monti Amour, i monti degli Oulad Naïl, i monti dello Zab e infine i monti dell'Aurès, dove l'Atlante Sahariano culmina a 2326 m s.m. nel monte Chélia. Nel suo settore occidentale l'Atlante Telliano si sdoppia in una catena costiera (Rif) e nella catena del Medio Atlante (3340 m nel monte Adrar-Bou-Nasseur): tra di esse si apre il corridoio di Taza, naturale via di comunicazione tra Marocco e Algeria. A sua volta l'Atlante Sahariano si prolunga a W nell'Alto Atlante, esteso con direzione WSW-ENE per ca. 750 km interamente in Marocco, dalla piana di Tamlelt a capo Rhir. È la catena più elevata del sistema, alta in media 2000 m s.m. e culminante a 4165 m s.m. nel monte Toubkal; il settore orientale è in prevalenza costituito da calcari giurassici, mentre quello occidentale è formato da rocce cristalline, sollevate a notevole altezza da potenti movimenti verticali. La presenza di circhi e valli glaciali testimonia l'azione del glacialismo neozoico. L'Alto Atlante è affiancato a S, oltre la depressione occupata dall'uadi Souss, da un'altra poderosa catena, l'Antiatlante, alla quale è tuttavia saldato tramite il massiccio vulcanico del Siroua (3304 m). L'Antiatlante è costituito da rocce archeozoiche e paleozoiche: consta di una serie irregolare di altopiani, circondata da aspri picchi culminanti a 2531 m s.m. nel monte Aklim. L'Atlante rappresenta il mondo montano dell'Africa settentrionale: situato lungo il percorso delle masse d'aria oceaniche, riceve abbondanti precipitazioni, specie sui versanti esposti a W. Le sue cime più elevate sono fortemente innevate d'inverno e nell'Alto Atlante permanentemente ricoperte di neve. I suoi versanti sono coperti da foreste (querce da sughero, tuie, cedri).

L'insediamento umano e le risorse

Per la sua struttura e posizione geografica, l'Atlante ha rappresentato una vera e propria barriera fra l'ambiente mediterraneo e quello sahariano, favorendo semmai gli spostamenti in direzione W-E: da ciò la spiccata individualità regionale di questo sistema montuoso. In esso hanno trovato naturale difesa i generi di vita delle popolazioni autoctone, in particolare i Berberi, che mantengono, insieme a lingua e tradizioni, l'organizzazione comunitaria dei villaggi, generalmente fortificati, caratterizzata da una struttura familiare e sociale tipicamente solidaristica. Sensibili, in ogni caso, sono le differenziazioni subregionali, mentre non mancano influenze modificatrici esterne, che, dopo i tentativi di assimilazione da parte dei colonizzatori francesi, provengono attualmente dalle aree urbano-industriali della pianura costiera, poli di attrazione per consistenti flussi migratori. Questi sono alimentati dalla notevole pressione demografica, con valori di densità che, nella Grande Cabilia, superano i 250 ab./km². Gli insediamenti umani, oltre ai siti di altura, privilegiano talora i solchi vallivi profondamente incisi all'interno dei massicci (così nell'Alto Atlante) e, ancor più, i conoidi di deiezione (denominati localmente dir), favoriti dalla natura dei suoli e dall'abbondanza di acqua. Le classiche attività agricole e, soprattutto, pastorali entrano progressivamente in crisi, pur se la transumanza continua ad essere praticata, specie nell'Alto Atlante e nell'Aurès. Nel Rif e nell'Atlante Telliano, viceversa, prevale l'arboricoltura (olivi, fichi), unitamente alle colture cerealicole (frumento, sorgo) e orticole diffuse lungo l'intero sistema montuoso fino a quote notevolmente elevate. Le maggiori prospettive economiche sono offerte dal razionale sfruttamento idrico, a scopo sia di irrigazione, sia di produzione elettrica. Importanti dighe sono state costruite su entrambi i versanti dell'Alto Atlante e nella Cabilia; nella sezione algerina, in special modo, è previsto che le acque dell'Atlante vadano a rifornire le pianure litoranee (Annaba). Anche le risorse minerarie si rivelano abbondanti (piombo, zinco, rame e manganese, in Marocco; minerali di ferro e fosfati, in Algeria e Tunisia), alimentando i grossi impianti di trasformazione ubicati nelle città costiere. Notevole la produzione forestale, specie in Cabilia. In questa regione sono state anche localizzate nuove manifatture tessili; ma i più significativi complessi industriali restano al margine del sistema montuoso, e in particolare a Costantina, che ne può essere considerata il maggiore agglomerato urbano. Buone potenzialità si aprono al movimento turistico, già avviato nell'Alto Atlante e in fase di sviluppo nel Medio Atlante, dove estese aree con prolungata copertura nevosa, e pertanto adatte agli sport invernali, si trovano a breve distanza dalle aree urbane. Le comunicazioni, pur presentando indubbi ostacoli, sono tuttavia favorite da una serie di passaggi naturali, spesso obbligati: così, i principali collegamenti stradali e ferroviari fra Marocco e Algeria attraversano l'Atlante al passo di Taza, mentre il corridoio di Biskra rappresenta il fondamentale tramite fra Costantina, dove si annodano le vie provenienti dalla fascia costiera, e Touggourt, la più settentrionale delle città sahariane.

Arte preistorica

Nel versante meridionale dell'Atlante Sahariano e nella regione di Orano si ebbero alcune fra le più importanti scoperte dell'arte figurativa preistorica africana. Grandi figure animali incise sulla roccia rammentano lo stile dell'arte naturalistica paleolitica; tuttavia la loro datazione non può farsi risalire oltre il Neolitico.