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Attinopterigi o Actinopterigi

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Descrizione generale

sm. pl. [da attino+greco ptéryx-ygos, pinna]. Sottoclasse (Actinopterygii) di Osteitti che comprende la maggior parte dei Pesci Ossei viventi. Nei suoi componenti, il corpo è generalmente fusiforme, con pinne impari unite o suddivise e la caudale che può essere eterocerca, gefirocerca, pseudo-omocerca od omocerca (la più frequente): la caudale serve per la locomozione mentre le altre hanno funzione equilibratrice. La bocca è in genere terminale con dentatura variabile in rapporto all'alimentazione; la respirazione è branchiale e la circolazione è semplice con il cuore diviso in atrio e ventricolo. Gli Attinopterigi posseggono fossette olfattorie che si aprono con le narici poste davanti agli occhi che hanno dimensioni varie (generalmente grandi sono quelli degli Attinopterigi abissali). I sessi sono di solito separati e il dimorfismo sessuale è, a volte, molto evidente; sono per la maggior parte ovipari e la fecondazione è esterna; alcune specie sono però ovovivipare e altre vivipare: in tali casi la fecondazione è interna. Gli Attinopterigi viventi, che fra i Vertebrati sono i più ricchi di specie (ca. 15.000), sono suddivisi nelle infraclassi dei Condrostei (ordine degli Acipenseriformi), degli Olostei (ordini dei Lepisosteiformi e degli Amiiformi) e dei Teleostei, comprendente tutti gli altri ordini (30) e la stragrande maggioranza degli Attinopterigi. Tra i vari ordini possiamo ricordare: Lofiiformi, Tetraodontiformi, Simbranchiformi, Mastacembeliformi, Pleuronettiformi, Perciformi, Corifeniformi, Mugiliformi, Zeiformi, Bericiformi, Ciprinodontiformi, Ambliopsiformi, Fallostetiformi, Lampridiformi, Aulostomiformi, Gadiformi, Beloniformi, Notacantiformi, Anguilliformi, Cipriniformi, Clupeiformi, ecc.

Storia evolutiva

La storia evolutiva degli Attinopterigi , documentata da un gran numero di reperti fossili, inizia nel Devoniano con l'ordine dei Paleonisciformi. Questi piccoli pesci, i cui rappresentanti più tipici sono i generi Cheirolepis del Devoniano medio-superiore e Palaeoniscus del Permo-Trias, sono dunque i più antichi Osteitti conosciuti e vengono riuniti agli Acipenseriformi, apparsi nel Permiano e ancora oggi viventi con poche forme, e ai Polipteriformi, da molti autori attribuiti al superordine dei Condrostei che segna il primo passo nell'evoluzione dei pesci ossei. Gli altri due superordini in cui gli Attinopterigi vengono divisi non rappresentano infatti altro che due stadi susseguenti di questa evoluzione: il primo rappresentato dagli Olostei, apparsi nel Permo-Trias, molto diffusi fino al Cretacico e oggi ridotti a poche forme d'acqua dolce; il secondo dai Teleostei apparsi ancor più tardi nel Giurassico con alcune forme oggi estinte, quali il genere Leptolepis, che rappresenta un ottimo anello di congiunzione fra i due gruppi citati. Durante la loro evoluzione, avvenuta in tre stadi corrispondenti ai tre superordini, gli Attinopterigi effettuarono notevoli cambiamenti che interessarono sia la struttura scheletrica, sia il tipo di scaglia, sia naturalmente la forma esterna del corpo. Si assiste così, nel corso dell'evoluzione, a un progressivo passaggio da scaglie rombiche pesanti alle scaglie sottili e arrotondate dei Teleostei, a una sempre maggiore e più perfetta ossificazione dello scheletro, alla formazione di una coda omocerca a partire da una disposizione eterocerca, a un progressivo perfezionamento della vescica natatoria.