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Augier, Émile

autore drammatico francese (Valence, Drôme, 1820-Parigi 1889). Amico del duca d'Aumale che lo nominò suo bibliotecario, cominciò giovanissimo a dedicarsi all'attività teatrale. Le prime commedie in versi, La cigüe (1844; La cicuta), di argomento greco, e Un homme de bien (1845; Un uomo dabbene), lo vedono opporsi al dramma romantico e inserirsi nella linea di Ponsard e della “scuola del buon senso”. Con L'aventurière (1848; L'avventuriera) e Gabrielle (1850), Augier trovò decisamente la sua forma espressiva. Da allora scrisse solo in prosa, imponendo nel teatro francese la commedia di costume e di spirito borghese. Le sue opere, che vorrebbero essere una denuncia della corruzione che pervade l'ambiente borghese, mettono in luce solo una forma di moralismo. Tuttavia sono interessanti per la storia del costume, perché riflettono la vita pubblica della società sotto Luigi Filippo e Napoleone III. Tra le commedie di costume ricordiamo: Le genre de Monsieur Poirier (1854; Il genero del signor Poirier), scritta in collaborazione con Jules Sandeau e considerata la sua opera migliore, Ceinture dorée (1855; Cintura dorata), una commedia a tesi, Les lionnes pauvres (1858; Le leonesse povere), che, come Le mariage d'Olympe (1855; Il matrimonio di Olimpia), tratta il problema della cortigiana che con il matrimonio si inserisce nel mondo borghese. Le opere posteriori, Les effrontés (1861; Gli sfrontati), Le fils de Giboyer (1862; Il figlio di Giboyer), Lions et renards (1870; Leoni e volpi), sono ancor più decisamente commedie a sfondo sociale. Ricordiamo ancora: Madame Caverlet (1876), in cui Augier sostiene la tesi del divorzio, Les Fourchambault (1878), in cui tratta dei figli illegittimi. Dal 1857 Augier fece parte dell'Académie Française.

H. Gaillard de Champris, Emile Augier et la comédie sociale, Parigi, 1910; C. Levi, Autori drammatici francesi, Firenze, 1923; G. Lukács, Il dramma moderno dal naturalismo a Hofmannsthal, Milano, 1980.