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Aurignaziano

agg. e sm. [sec. XIX; dalla grotta di Aurignac, nella Francia sudoccidentale, nel dipartimento dell'Haute-Garonne]. Cultura del Paleolitico superiore definita, nei suoi aspetti essenziali, da H. Breuil e A. Rutot nel 1906. La sua posizione, compresa tra il Musteriano e il Solutreano, è cronologicamente collocata in Europa tra ca. 38.000 e 22.000 anni da oggi. L'Aurignaziano è attualmente suddiviso in cinque fasi (da I a V), essenzialmente sulla base degli scavi a La Ferrassie e a Laugerie-Haute, ognuna delle quali si caratterizza per la presenza di particolari strumenti litici o in osso e corno, come per esempio le punte di zagaglia a base spaccata, quelle a losanga, a sezione ovale o biconiche. Nell'industria litica sono caratteristiche lame con ritocco a scaglie piuttosto erto e profondo, grattatoi a muso e carenati, bulini. Durante l'Aurignaziano compaiono le prime manifestazioni di arte figurativa con figure zoomorfe schematiche (come per esempio il mammut in avorio di Geissenklösterle in Germania), umane (per esempio la figurina maschile di Hohlenstein-Stadel in Germania, che rappresenta la più antica figurina maschile scoperta in Europa) e simboli sessuali (un fallo scolpito in corno di bisonte o di uro al Riparo Blanchard des Roches in Francia). L'Aurignaziano del Levante, proposto da D. Garrod nel 1954, è suddiviso in diverse fasi (A, B, C), cronologicamente comprese tra 35.000 e 17.000 anni da oggi; l'uso di questa espressione per l'area in questione non è tuttavia unanimemente accettato.