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Avellino (provincia)

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provincia della Campania, 2792 km², 439.049 ab. (stima 2007), ab./km², 157capoluogo: Avellino. Comuni: 119. Sigla: AV.

Generalità

Estesa nel settore centrorientale della regione, confina con le province di Benevento, Napoli, Salerno, Potenza e Foggia. Corrisponde in gran parte alla regione storica dell'Irpinia, nome con cui viene spesso indicata.

Territorio

Il territorio, che occupa la sezione centrale dell'Appennino Campano, è prevalentemente montuoso. Il profondo solco del fiume Calore, che scorre in senso meridiano, lo divide in due subregioni dalle caratteristiche morfologiche ben distinte: l'Irpinia occidentale e l'Irpinia orientale. La prima comprende alcuni massicci culminanti nel monte Terminio (1786 m), mentre la seconda è costituita da un vasto altopiano con cime non superiori ai 1000 m. Il settore meridionale della provincia è occupato dai monti Picentini, che raggiungono la massima elevazione in territorio avellinese con i 1809 m del monte Cervialto. Questi costituiscono un importante nodo idrografico, dal quale scendono a raggiera i principali fiumi della provincia, perlopiù a regime torrentizio: il Calore e il suo affluente Sabato, tributari del Volturno, il Sele e l'Ofanto, che sfociano rispettivamente nel mar Tirreno e nel mare Adriatico. Le maggiori emergenze ambientali riguardano il dissesto idrogeologico, accentuato dal carattere spesso violento delle precipitazioni e dall'abbandono delle pratiche agricole nelle aree altimetricamente più elevate, e, soprattutto, la sismicità del territorio, a più riprese colpito da violenti terremoti, l'ultimo dei quali, avvenuto nel 1980, ha provocato moltissime vittime e ingenti danni alle strutture insediative e produttive sia nel capoluogo sia in gran parte della provincia (sono stati danneggiati più di 60 comuni e semidistrutti quelli di Lioni, Sant'Angelo dei Lombardi, Calitri, San Mango sul Calore, Senerchia e Teora). Il territorio provinciale, di notevole interesse paesaggistico, è tutelato dai parchi regionali del Partenio e dei Monti Picentini. Nonostante la provincia si estenda in linea d'aria a poche decine di chilometri dalla costa tirrenica, il clima è fortemente influenzato dalle catene montuose, che, limitando l'influsso mitigatore del mare, lo rendono di tipo continentale, con notevoli escursioni termiche annue e precipitazioni irregolarmente distribuite, che presentano valori massimi in autunno e nelle zone più elevate. Per anni terra caratterizzata da un saldo del movimento naturale della popolazione fortemente positivo e da tassi di emigrazione elevati, agli inizi del sec. XXI ha trovato una certa stabilità, anche se permangono deboli flussi migratori verso i comuni della costa o dell'immediato entroterra, o verso altre regioni. La struttura urbana vede il netto prevalere del capoluogo, dove vive un ottavo circa della popolazione provinciale, cui si affiancano una serie di centri minori, non organizzati però secondo una gerarchia funzionale, come Ariano Irpino, Atripalda, Solofra, Mercogliano, Cervinara e Montoro Inferiore. Il ruolo egemone rivestito da Avellino nei confronti dell'area montuosa circostante è stato rafforzato dalla costruzione dell'autostrada A16 Napoli-Canosa e della bretella di collegamento tra questa e la A3 Napoli-Reggio di Calabria, che, innestandosi nel segmento Napoli-Salerno, ha contribuito alla rottura del suo tradizionale isolamento. Un tratto della SS 7 collega Avellino con Benevento. L'orografia accidentata del territorio è alla base della scarsa qualità della viabilità minore.

Economia

L'agricoltura è la principale risorsa economica provinciale, la cui caratteristica è rappresentata dalle colture promiscue, eredità di un'agricoltura di sussistenza, per le quali si sta cercando di raggiungere elevati standard qualitativi, pur in mancanza di specializzazione. Varie sono, dunque, le forme di utilizzazione del suolo: la più ridotta come area, ma anche la più redditizia, è quella interessata dal seminativo irriguo, esteso in alcune zone del fondovalle dei fiumi Sabato e Calore e in parte delle conche più ampie (Serino, Montella); il nocelleto, dove prevale la coltivazione di noci e noccioli, pur essendo tipico della regione, si limita alle pendici occidentali e settentrionali della conca avellinese e al Vallo di Lauro; il vigneto specializzato copre aree ridotte, anche se in espansione, mentre diffusa un po' dovunque è la coltura promiscua della vite, da cui si ricavano ottimi vini, quali i DOCG greco di Tufo e taurasi; scarso è l'oliveto, che caratterizza, oltre alla fascia pedemontana esterna del Partenio, l'alta Irpinia. Risorse importanti nel bilancio economico provinciale sono pure l'allevamento bovino e avicolo. In costante sviluppo è l'industria, favorita sia dal processo di deindustrializzazione della zona costiera campana, ormai congestionata, a vantaggio delle aree intermedie, specie se ben collegate, sia dalla ristrutturazione avvenuta dopo il terremoto del 1980. Particolarmente attivi sono il comparto meccanico (Pianodardine), che opera in stretta sinergia con impianti dell'area metropolitana napoletana, e quello conciario del distretto industriale di Solofra. Un forte sviluppo del settore agroalimentare ha fatto registrare l'area intorno al comune di Nusco. L'opera di ricostruzione avviata in seguito al terremoto del 1980 ha determinato una crescita dell'industria edile. Il terziario è concentrato ad Avellino, tradizionale sede di mercato dei prodotti agricoli della regione, dove si sono sviluppate anche attività amministrative e commerciali, relative quest'ultime ai beni di consumo per l'intera provincia. Ancora poco diffuso è il turismo, con solo una decina di località di soggiorno sull'intero territorio provinciale, tra cui Ariano Irpino, Bagnoli Irpino, Mercogliano, Sant'Angelo dei Lombardi, Serino e Summonte.