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(arabo Ibn Bāggia), filosofo musulmano (Saragozza fine sec. XI-Fès 1139). Precursore di Averroè, gli sono attribuite numerose opere di filosofia e di scienza e commenti ad Aristotele. La sua opera principale è il Regime del solitario, in cui descrive l'itinerario che il sapiente può e deve seguire per raggiungere la perfezione: completa identificazione con l'intelletto attivo, concepito come l'intelletto di Dio stesso (spogliato delle sue qualità personali), il Verbo di Dio reggitore del mondo. In tal modo si partecipa a uno stato ideale, esente da ingiustizia, malattia e morte. Altra sua opera nota: Epistola del commiato.

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