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Ayer, Alfred Jules

filosofo inglese (Londra 1910-1989). Col suo primo libro Language, Truth and Logic (1936; Lingua, verità e logica), introdusse nel mondo culturale anglosassone le tesi neopositivistiche del Circolo di Vienna nella loro formulazione più radicale. Le proposizioni dotate di senso sono o proposizioni logiche astratte o ipotesi empiriche. Per queste ultime vale il “principio di verificazione”: hanno senso soltanto gli enunciati sull'esperienza per cui sia ipotizzabile un procedimento di verificazione (o falsificazione). Gli enunciati filosofici, religiosi, etici, che non sono né enunciati di logica astratta né enunciati verificabili, sono dunque del tutto privi di senso. Altra opera importante di questo periodo fu The Foundation of Empirical Knowledge (1940; La fondazione della conoscenza empirica). Successivamente, ha attenuato il suo neopositivismo e, attraverso un uso più duttile degli strumenti della filosofia analitica, ha allargato il campo d'indagine al linguaggio comune (Metaphysics and Common Sense, 1969; Metafisica e senso comune) e alla storia della filosofia (The Central Question of Philosophy, 1974; Il problema centrale della filosofia). Tra le ultime opere: Perception and Identity (1979; Percezione e identità) e l'interessante saggio su Hume (1980).