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Ayyubiti

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Storia

Dinastia musulmana che, fondata da Ṣalāḥ ad-Dīn (il Saladino), dominò in Egitto, Siria, Alta Mesopotamia e Yemen dalla fine del sec. XII alla prima metà del XIII. L'origine del potere della dinastia risale al periodo in cui i Fatimiti, impegnati da tempo nella lotta contro i crociati, avevano sollecitato aiuti a Nūr ad-Dīn, Atabeġ di Mosul e Aleppo; questi, nel 1168, inviò loro Šīrkūh, zio paterno di Ṣalāḥ ad-Dīn, al comando di un esercito. L'anno seguente, alla morte dello zio, Ṣalāḥ ad-Dīn, figlio di Ayyūb (da qui il nome della dinastia), riusciva a farsi riconoscere suo successore dalle truppe e a ricoprire la carica di ministro del califfo fatimita, trovandosi così nella strana posizione di rappresentare contemporaneamente due sovrani: Nūr ad-Dīn, sunnita, e al-ʽĀḍid, sciita. Il primo periodo della storia degli Ayyubiti, caratterizzato dalla vigorosa personalità di Ṣalāḥ ad-Dīn, si compendia, sul piano militare, in una serie di vittoriose battaglie contro i crociati; sul piano interno, nel consolidamento delle istituzioni statali, nell'incremento delle attività agricole e industriali, nella promozione delle lettere e delle arti; sul piano religioso, nella repressione dell'eresia sciita. Conscio della propria potenza, il Saladino seppe trarre profitto dalla morte di Nūr ad-Dīn (1174), per proclamare l'indipendenza del regno da lui fondato, confermata nel 1175 dal califfo di Baghdad con l'investitura del sultanato, che gli assicurava il controllo sullo Yemen, su Gerusalemme, Siria, Palestina, Egitto, Nubia, Cirenaica e successivamente anche sulla Mesopotamia. Campione dell'Islam sunnita, egli tentò di eliminare la setta degli Assassini ma, una volta constatata l'inutilità dei suoi sforzi, finì per stringere con il loro capo, Rašīd ad-Dīn Sinān, un patto di non aggressione. Il vasto dominio da lui fondato si sfaldò alla sua morte; nonostante gli sforzi dei suoi immediati successori, il fratello al-ʽĀdil (1199-1218) e il nipote (figlio di quest'ultimo) al-Kāmil (1218-38), le lotte interne prevalsero, pregiudicando l'unità iniziale. Dinastie ayyubite collaterali a quella d'Egitto regnarono a Damasco (1186-1249), Aleppo (1186-1260), in Mesopotamia (1195-1260) e altre minori a Karak, Hama, Baalbek, Amida, Baniyas, Busra, Hims e nello Yemen. Alla morte di al-Kāmil lo Stato ayyubita d'Egitto era in piena decadenza e finì col tramontare nel 1250 con l'avvento dei sultani mamelucchi.

Architettura

La dinastia perpetuò in architettura, e soprattutto negli edifici di carattere religioso e militare, lo stile della Siria omayyade. Infatti le moschee presentano ancora la sala di preghiera estesa in larghezza e divisa in navate parallele al muro della qibla (di questo tipo è, per esempio, la grande moschea di Aleppo). Anche nell'architettura militare, che ebbe in questo periodo un particolare sviluppo, si ritrovano elementi siriani, quali le calotte continue che coprono le stanze dei piani superiori nelle torri semicircolari di fortificazione, come esistevano a Damasco e Aleppo. Il mausoleo-tipo è costituito invece da una stanza vasta e quadrata, coperta da una cupola, il cui muro qiblī è evidenziato da uno o più miḥrāb riccamente decorati.

K. A. C. Creswell, Muslim Architecture of Egypt, II, Ayyubides and Early Mamluks, Oxford, 1959 (con bibliografia); B. Puler, The Muslim World. Part I: The Age of the Caliphs, Leida, 1960; The Cambridge History of Islam, I, Cambridge, 1970; C. Y. Cotter, History of the Ayyubides, Boston, 1979.