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Bàcoli

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comune in provincia di Napoli (22 km), 28 m s.m., 13,29 km², 26.507 ab. (bacolesi), patrono: sant’ Anna (26 luglio).

Generalità

Cittadina situata nei Campi Flegrei, all'estremità occidentale del golfo di Pozzuoli, in una conca tra il promontorio dove sorge il castello di Baia, la punta del Poggio e il lago di Miseno.

Storia

Fondata secondo la tradizione da una colonia di Greci dell'Eubea, fu importante centro romano (Bauli) dal sec. II a. C. In età repubblicana vi sorsero sontuose ville, tra cui quella di Gaio Mario, poi acquistata da Lucullo. Crebbe enormemente di importanza in età augustea, quando accolse imponenti opere militari e navali e il porto di Miseno divenne sede della flotta imperiale. Devastata dai Saraceni nel sec. IX, visse un lungo periodo di declino, seguendo le vicende storiche di Napoli.

Arte

I reperti di epoca romana sparsi nel territorio sono numerosissimi. I resti della cosiddetta “tomba di Agrippina” sono in realtà quelli di un odeon (piccolo edificio coperto in cui gli antichi assistevano a spettacoli musicali o a letture pubbliche, parte di un'imponente villa marittima andata quasi completamente perduta), trasformato nel sec. I-II in un ninfeo, piccolo tempio a esedra dedicato al culto delle ninfe. A una delle più grandiose ville dell'area apparteneva il singolare impianto di serbatoi d'acqua delle Cento Camerelle. La Piscina Mirabile, punto terminale dell'acquedotto del Serino, è una cisterna di età augustea, la più grande dell'antichità, che riforniva d'acqua la flotta stanziata a Miseno.

Economia

È rinomata meta di turismo balneare (spiaggia di Milisciola, Miseno), culturale ed escursionistico. L'industria opera nei settori meccanico, nautico ed enologico. L'agricoltura produce uva (vino falanghina dei Campi Flegrei DOC), agrumi e ortaggi; fiorenti la pesca (con lavorazione del pescato) e mitilicoltura.

Dintorni

A Miseno sono altri resti romani, tra cui le terme, il sacello degli Augustali (rinvenuto nel 1967), il teatro (di cui sopravvivono elementi isolati), la villa di Lucullo e quella che probabilmente fu la sua cisterna, la grotta della Dragonara, interamente scavata nel tufo. Nel territorio comunale ricadono in parte anche i resti di Cuma. Di assoluto interesse sono, infine, le vestigia romane di Baia e il castello aragonese (metà sec. XVI), sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei.

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