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Bàia (Napoli)

località del comune di Bacoli (provincia di Napoli), situata in posizione panoramica sulla costa occidentale del golfo di Pozzuoli, tra la punta dell'Epitaffio e il promontorio dove sorge il castello di Baia. È frequentata meta turistica e sede di un cantiere navale. Secondo la leggenda prese il nome da Baios, uno dei compagni di Ulisse, che qui sarebbe stato sepolto. Per il paesaggio e le sue sorgenti termali divenne in età repubblicana meta prediletta della nobiltà romana, arricchendosi di splendide ville, scomparse, in seguito, a causa della forte attività vulcanica e bradisismica. § Dell'antica Baiae romana, gli scavi, iniziati nel 1941 e ripresi nel 1950, hanno riportato alla luce i resti dell'imponente complesso imperiale (sec. I-IV). Estesa sul pendio della collina, l'area archeologica comprende una grande varietà di architetture che vanno dall'età augustea, a quella adrianea, a quella severiana. Dominati da una terrazza fiancheggiata dai resti di un portico, sono i tre nuclei principali del complesso. Le terme di Mercurio (chiamate anche tempio di Mercurio o dell'Eco) sono una struttura in opus reticulatum simile al Pantheon di Roma, ma più antica. Il settore di Sosandra, distribuito su tre terrazzamenti, comprende un'area residenziale, un piccolo teatro-ninfeo e una piscina (il bagno di Sosandra); vi fu rinvenuta la statua dell'Afrodite Sosandra, una superba copia in marmo di un bronzo greco del sec. V a. C. Il settore di Venere si estende su un fronte di 60 m; disposto su più piani, comprende piscine, giardini, un ninfeo a esedra, una grande sala rettangolare absidata e le tre stanze di Venere decorate con stucchi. All'esterno del parco archeologico è il tempio di Venere, di forma ottagonale all'esterno e circolare all'interno. Altri resti, sprofondati per effetto del bradisismo, sono nelle acque antistanti il parco.

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