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Bèze, Théodore de-

scrittore e teologo calvinista francese (Vézelay 1519-Ginevra 1605). Fu avviato agli studi umanistici sotto la guida dell'ellenista Melchiorre Wolmar, fervente luterano, presso il quale Bèze rimase per sette anni a Bourges e a Orléans. In casa di Wolmar conobbe Calvino e cominciò a interessarsi alla teologia. Nel 1548 pubblicò la sua prima raccolta di liriche, Juvenilia, per cui fu considerato il più grande poeta latino del tempo. Nello stesso anno, dopo una grave malattia, abiurò il cattolicesimo e abbracciò la religione riformata, di cui divenne uno dei maggiori rappresentanti. In questo periodo pubblicò un dramma sacro, Abraham sacrifiant (1550), tradusse i Salmi, compose il De haereticis a civili magistratu puniendis (1554); in difesa di Calvino e della sua intolleranza religiosa, e scrisse la Confession de la foi chrétienne (1554, in latino nel 1560). Nel 1558 divenne professore nell'Accademia teologica di Ginevra, fondata da Calvino. Di nuovo in Francia (1561-62), guidò la comunità riformata francese; quindi, tornato a Ginevra, succedette a Calvino nella direzione dell'Accademia (1564). Presiedette ai sinodi ugonotti di La Rochelle e di Nîmes (1571-72) in cui il protestantesimo francese si costituì come Chiesa riformata. Nel 1587 incontrò San Francesco di Sales che non riuscì a ricondurlo al cattolicesimo. Nel 1600 si ritirò dall'insegnamento. Delle molte opere posteriori alla morte di Calvino si ricordano la Vita Calvini (1564), la pubblicazione, con traduzione latina, del famoso codice greco del Nuovo Testamento, da Bèze scoperto a Lione e donato all'Università di Cambridge (1565), l'Histoire ecclésiastique des églises réformées du royaume de France (1580) e le Icones virorum insignium (1580). Egli è ricordato anche come uno dei grandi promotori della rinascita letteraria francese.

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