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Bòrgia, Césare

uomo politico (? ca. 1475-1507). Figlio di Rodrigo Borgia e di Vannozza Catanei, avviato alla carriera ecclesiastica quando il padre divenne pontefice con il nome di Alessandro VI, fu nominato arcivescovo di Valenza (1492) e poco dopo cardinale (1493). Nel 1498 chiese e ottenne di rinunciare alla carriera ecclesiastica per la quale non si sentiva portato. Nello stesso anno venne ricevuto benevolmente dal re di Francia Luigi XII, che lo nominò duca del Valentinois (da qui il nome di Valentino) e gli concesse in moglie Carlotta d'Albret, sorella del re di Navarra. Nel 1499 iniziò la prima campagna contro i tiranni che si erano impadroniti dei territori papali nelle Romagne. Riconquistò Imola e Forlì difese da Caterina Sforza Riario (1500). Eletto vicario papale delle città conquistate, nell'ottobre del 1500 riprendeva la guerra valendosi dell'aiuto di Paolo Orsini, Vitellozzo Vitelli, Giampaolo Baglioni e di altri nobili. Alla notizia del suo arrivo, Pandolfo Malatesta lasciò Rimini e Giovanni Sforza Pesaro; solo Faenza con Astorgio III Manfredi, appena sedicenne, gli resistette, ma il 25 aprile 1501 anche questa città si arrese. Nell'ottobre del 1502 alcuni tra i più importanti capitani (P. Orsini, Baglioni, Oliverotto da Fermo e V. Vitelli), riunitisi alla Magione (Perugia), fecero lega contro il Valentino; questi con abilità riuscì di nuovo a renderseli alleati poi, convocatili a Senigallia, li fece imprigionare e uccidere, temendo un nuovo tradimento. La morte del padre (1503) e il prevalere in Roma degli avversari dei Borgia arrestarono l'ascesa di Cesare, nel frattempo gravemente ammalato. Per sfuggire al nuovo papa, Giulio II, il Valentino scappò a Napoli dove venne imprigionato; inviato in Spagna, fuggì (1506) e riparò presso il cognato re di Navarra. Morì combattendo sotto il castello di Viana, presso Pamplona.

Bibliografia

G. Sasso, Machiavelli e Cesare Borgia. Storia di un giudizio, Roma, 1966; M. Mallet, The Borgias, Londra, 1969; G. B. Bernetti, Il “Principe” Borgia, Milano, 1977.