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Bòrmio

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comune in provincia di Sondrio (66 km), 1225 m s.m., 41,81 km², 4096 ab. (bormiesi), patrono: santi Gervasio e Protasio (19 giugno).

Generalità

Cittadina situata nella Valtellina, sul torrente Frodolfo, ai piedi della Cresta di Reit, Sede del Parco Nazionale dello Stelvio (1935), il maggiore parco naturale italiano, è tra le località sciistiche più importanti delle Alpi, posta all'incrocio di importanti vie di comunicazione (le strade per lo Stelvio, Livigno e la Valfurva).

Storia

Di incerta origine, Bormio fu abitata dai Reti e dai Celti e conobbe le dominazioni romana, longobarda e franca. Donata nel 775 da Carlo Magno al monastero di San Dionigi di Francia, passò al vescovo di Coira nel 1026. Contesa dal vescovo di Como, che ne prese possesso nel 1150, divenne libero comune alla fine del sec. XII, ma fu poi conquistata dai Visconti, ai quali giurò fedeltà nel 1350. Da questa signoria ricevette privilegi ed esenzioni che le assicurarono prosperità economica anche dopo l'occupazione dei Grigioni (1512). La decadenza iniziò con le guerre di religione del sec. XVII, soprattutto dopo il saccheggio degli svizzeri nel 1620 e l'incendio degli spagnoli nell'anno successivo. Cessata nel 1797 l'occupazione delle Leghe Grigie, fu annessa alla Lombardia e ne seguì le vicende storiche. Con la costruzione (1820-25) della strada militare dello Stelvio, che rianimò i traffici e i commerci con il Tirolo, la cittadina divenne famosa e rinomata stazione termale.

Arte

L'abitato conserva il vecchio nucleo, solo in minima parte alterato, caratterizzato dalla tipica struttura del villaggio alpino, con numerose abitazioni dai bei portali e affreschi nella facciata. Testimonianze tardomedievali sono la casa Alberti (sec. XIV-XVI) e la chiesetta di San Vitale (sec. XII), con affreschi del sec. XIV sulla facciata. In piazza Cavour, cuore della città antica, è la collegiata dei Santi Gervasio e Protasio, ricordata già nel sec. IX e riedificata nel sec. XVII; nella stessa piazza sorge il Kuèrc (“coperchio”), bassa loggia con tetto in ardesia, dove un tempo si tenevano le assemblee popolari e veniva amministrata la giustizia. Sulla Torre civica è la nuova campana che sostituì la “baiona” (distrutta nel 1376), che veniva suonata per convocare il consiglio del contado. Espressione del barocco valtellinese è la chiesa di Sant'Ignazio, eretta nel sec. XVII. Da ricordare ancora la chiesa del Santissimo Crocifisso o di Sant'Antonio (sec. XIV) e il castello Alberti (sec. XII-XIII). Il palazzo De Simoni, sede municipale, ospita il Museo Civico, con una sezione artistica, una storica (reperti bellici di diverse epoche e mezzi di trasporto) e una etnografica. Nel cuore dell'abitato sorge lo stabilimento Bormio Terme. Interessante è il Giardino Botanico Alpino “Rezia”, istituito per raccogliere e studiare la flora alpina presente nel Parco dello Stelvio, ospita anche specie vegetali provenienti dai Pirenei, dal Caucaso, dall'Himalaya e dalle Ande. In località Rovinaccia ha sede il Museo Mineralogico e Naturalistico, che riunisce esemplari della Valtellina, dell'arco alpino e di aree extraeuropee.

Economia

Nota fin dall'antichità per le acque termali, Bormio è rinomata e frequentata stazione di cura (fonti di acqua solfato-alcalino-terrosa calda), di villeggiatura estiva e di sport invernali, dotata di attrezzati impianti di risalita e strutture ricettive, base di partenza per escursioni nel parco nazionale e ascensioni al gruppo dell'Ortles-Cevedale. Si pratica l'allevamento ovino, caprino, equino e bovino (che alimenta l'attività lattiero-casearia). L'industria, attiva nei settori edile, meccanico e della distillazione, e la lavorazione artigianale del legno (serramenti e mobili) e dei “pezzotti” (i caratteristici tappeti policromi valtellinesi) completano il quadro economico.

Curiosità

Annualmente vi si svolgono le gare della Coppa del Mondo di Sci. La domenica di Pasqua ha luogo la celebre sfilata dei “pasquali”, costruzioni allegoriche portate a spalla. Percorrendo 36 tornanti, immersi in un paesaggio suggestivo, e gallerie scavate nella roccia si raggiunge il passo dello Stelvio (2759 m), agibile da maggio a ottobre, percorso prediletto dalle competizioni ciclistiche.