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Bùrgio

comune in provincia di Agrigento (67 km), 317 m s.m., 42,22 km², 3157 ab. (burgitani), patrono: sant’ Antonio Abate (17 gennaio).

Centro situato nella valle del fiume Sosio. Fondato dagli Arabi, poi conquistato dai Normanni, si sviluppò nel Trecento intorno al castello. Nel sec. XIV fu acquisito dai Burgio, quindi fu possesso dei Peralta e dei Colonna, a cui rimase sino al 1812, quando fu abolita la feudalità.§ L'abitato è dominato dai resti del castello, con struttura massiccia a pianta rettangolare e cinta muraria perimetrale. La chiesa madre dedicata a Sant'Antonio Abate (sec. XII) ha un portale secentesco e, nella cappella della Madonna delle Grazie, una statua della Madonna col Bambino realizzata da Vincenzo Gagini (1568) e un crocifisso ligneo del sec. XIII. La chiesa di San Giuseppe (sec. XVII) è decorata con stucchi e affreschi sulla volta a botte. La chiesa di San Vito (sec. XVI) conserva la statua del santo scolpita da Antonello Gagini (1522). A poca distanza dall'abitato si trova il Santuario di Rifesi, edificato intorno all'inizio del sec. XIII e affiancato da un monastero.§ L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, olive, uva da vino, mandorle e frutta, soprattutto agrumi) e sull'allevamento. Sono presenti aziende attive nei settori alimentare e conserviero. L'artigianato è rappresentato dalla produzione di ceramiche artistiche e di campane in bronzo.

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