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Baader-Meinhof

gruppo di ispirazione anarchico-rivoluzionaria, autodefinitosi Rote Armee Fraktion (Sezione dell'Armata Rossa) e capeggiato da Andreas Baader e Ulrike Meinhof, la cui attività terroristica ha turbato l'ordine pubblico e la vita politica della Repubblica federale di Germania tra il 1968 e il 1977. I maggiori esponenti del gruppo furono catturati nel giugno 1972, subito dopo una serie di attentati in varie città. Nel maggio 1975 iniziava a Stoccarda il processo contro i capi, accusati di 5 omicidi, 54 tentativi di omicidio, attentati dinamitardi, rapine, ecc. Nel 1976 l'improvviso suicidio in carcere della Meinhof sollevava aspre reazioni e l'anno dopo, poco prima della condanna dei suoi compagni all'ergastolo, veniva assassinato il procuratore generale Buback. All'epilogo si giungeva nell'autunno 1977 con il sequestro del presidente degli industriali Schleyer e il dirottamento di un aereo della Lufthansa per ottenere il rilascio dei condannati. I passeggeri dell'aereo venivano liberati con una brillante operazione a Mogadiscio, cui seguivano (18 ottobre 1977) il suicidio collettivo nella prigione di Stammheim, in circostanze alquanto oscure e controverse, di A. Baader, G. Ensslin e J.-K. Raspe e, il giorno dopo, il ritrovamento della salma di Schleyer. Nel 1978 furono arrestati altri terroristi in Olanda, Francia e Iugoslavia. Nonostante la scomparsa dei capi storici, l'organizzazione continuava a mostrarsi attiva negli anni Ottanta con attentati come quello in cui perdeva la vita Alfred Herrhausen, presidente della Deutsche Bank (1989). Immediatamente prima della riunificazione, però, le autorità tedesco-orientali catturavano e consegnavano a Bonn molti esponenti della Baader-Meinhof che avevano trovato rifugio, se non una vera e propria copertura, nella Germania dell'Est. Nemmeno questo, tuttavia, scongiurava nuove azioni degli epigoni della Baader-Meinhof che nel luglio 1990 prendevano di mira il sottosegretario agli interni tedesco, H. Neusel, sfuggito alla morte.

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