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Babinet, Jacques

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Biografia

Fisico francese (Lusignan 1794-Parigi 1872). Si occupò di ottica, cristallografia e ideò numerosi strumenti di fisica, fra cui il goniometro ottico, perfezionamento di quello di Wollaston, che consente misure molto precise degli angoli diedri anche su cristalli di minime dimensioni, e un dispositivo noto come compensatore ottico di Babinet. A lui si deve inoltre un sistema di proiezione cartografica ellittica (proiezione omolografica di Babinet).

Compensatore di Babinet

Sistema ottico costituito da 2 prismi di quarzo tagliati a cuneo con angolo piccolo e affacciati in modo da formare, nel loro insieme, una lastra a facce piane e parallele . Agisce otticamente come una lastra a spessore variabile essendo atta a produrre un ritardo di fase fra i raggi ordinari e straordinari nei quali si scompone un raggio di luce monocromatica polarizzata rettilineamente che attraversi il compensatore. Gli assi ottici dei due prismi componenti sono paralleli tra loro e rispettivamente perpendicolari a due spigoli rifrangenti.

Reticolo di Babinet

Reticolo di diffrazione agente per trasparenza, di pregiata qualità. Si costruisce incidendo tramite una punta di diamante, con una macchina a dividere, tanti tratti rettilinei, paralleli ed equidistanti su una lastrina di vetro. Gli intervalli tra le incisioni sono trasparenti alla luce e si comportano, pertanto, come tante fenditure.

Principio di Babinet

In telecomunicazioni, principio che si riferisce all'irradiazione delle radioonde: stabilisce che la radiazione che perviene da una sorgente a un punto prefissato è pari alla somma dell'intensità della radiazione che si rileverebbe se tra sorgente e punto di misura venisse interposto uno schermo diffrangente comunque fessurato e dell'intensità che si rileverebbe interponendo un secondo schermo complementare al primo (cioè con zone opache in corrispondenza delle fessure dello schermo precedentemente interposto e viceversa). In base a detto principio vengono realizzate, per esempio, le cosiddette antenne a fessura, particolarmente impiegate nei mezzi aeromobili in quanto vengono ricavate con una discontinuità nel metallo della fusoliera: detta fessura, generalmente delle dimensioni di un dipolo risonante sulla frequenza di lavoro, viene chiusa con un mezzo isolante in modo che non si presentino alterazioni nella superficie. Questa disposizione comporta il notevole vantaggio di non alterare il profilo aerodinamico dell'aeromobile.

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