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Badìa Polésine

comune in provincia di Rovigo (24 km), 11 m s.m., 44,50 km², 10.431 ab. (badiesi), patrono: san Teobaldo (1° luglio).

Centro dell'Alto Polesine situato sulla destra dell'Adige, presso la derivazione del Naviglio Adigetto. L'originario nucleo abitato sorse nel sec. X intorno a un monastero e alla chiesa di Santa Maria sull'Adige, fondata da Almerico, marchese di Mantova, nel 950; il complesso monastico, ingrandito nel 994 dal marchese Ugo di Toscana, prese il nome di abbazia della Vangadizza, da cui deriva il nome del paese. Conquistato da Padova nel 1298 e dagli Estensi nel 1305, nel 1482 si sottomise alla Serenissima. § L'abbazia della Vangadizza fu soppressa nel 1810 da Napoleone e affidata alla famiglia D'Espagnac, il cui palazzo incorpora i resti del complesso monastico; dell'antica chiesa restano il campanile (fine sec. XII), la cappella della Madonna, a cui si accede da un elegante arco marmoreo, e il chiostro, restaurato nel 1455 e più volte rimaneggiato. Il palazzo degli Estensi, in stile gotico fiorito, fu eretto nel sec. XV e anch'esso fu in seguito rimaneggiato. § L'agricoltura produce frumento, frutta, ortaggi e foraggi per l'intenso allevamento di bovini. L'industria è attiva nei settori meccanico, tessile, odontotecnico, calzaturiero, alimentare (dolciario e bevande), del mobile e dei materiali da costruzione.

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