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Bahmani

dinastia musulmana che regnò nel Deccan dal 1347 al 1527. Fondata da Zafar Khān, ebbe i suoi più notevoli rappresentanti in ʽAla ud-Dīn Bahman Shāh (1347-58), organizzatore del sistema amministrativo del regno; Muhammad I (1358-77), sotto il quale ebbe inizio la guerra con Vijayanagar; Ahmad (1422-35), che annesse il Regno Kākatīya di Warangal, dando ai suoi domini uno sbocco sulla costa orientale del Deccan, e trasferì la capitale da Gulbarga a Bidar. Tra il 1458 ca. e il 1481 è compreso l'ultimo periodo di fioritura della dinastia; in quegli anni Maḥmū'd Gāvān, un ufficiale persiano, fu il vero governatore del regno. A Hamāyum (1455-58), ricordato solo per la sua crudeltà, erano infatti succeduti due re ancora fanciulli; Mahmu'd Gavav, abile ed energico, ebbe così la possibilità di impostare una propria politica: allargò il territorio del regno fino a toccare anche la costa occidentale della penisola e seguì un'abile politica interna di equilibrio tra i partiti a corte, Deccani e Stranieri, tra i quali poco dopo il 1435 si erano verificate aspre discordie. Alla sua morte ripresero in modo tragico gli scontri fra i due gruppi e poco più tardi i governatori delle principali province (Daulatabad, Bijapur, Derar, Golconda) si dichiararono indipendenti. L'ultimo della dinastia Kalīm-ullāh, morì esule ad Ahmadnagar (1527).

Bibliografia

P. Spear, Storia dell'India, Milano, 1970; S. Wolpert, La civiltà indiana dalle origini delle culture dell'Indo alla storia di oggi, Milano, 1985.

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