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Banville, Théodore de-

poeta francese (Moulins-sur-Allier 1823-Parigi 1891). Pubblicò, non ancora ventenne, il volumetto Les cariatides (1842), che lo fece conoscere e ammirare dal giovane Baudelaire. Nel 1846 uscì un'altra raccolta di versi, Les stalactites, e, nel 1857, la sua opera più famosa, Odes funambulesques, in cui Banville, proclamando il principio dell'“arte per l'arte”, dava inizio a quel movimento poetico, la futura “scuola parnassiana”, che avrebbe visto una nuova generazione di poeti (Banville, Gautier, Baudelaire, Leconte de Lisle) opporsi alla grande generazione romantica del 1830. Cultore della perfezione formale e del tecnicismo, Banville espose la sua poetica nel Petit traité de poésie française (1872), in cui ripresentò gli antichi ritmi della poesia francese e teorizzò una versificazione elaborata fino all'artificio. Tra le altre raccolte poetiche ricordiamo Les nouvelles odes funambulesques (1869) e le Trente-six ballades joyeuses (1873), nelle quali ripropose le vecchie ballate di Villon e di Marot. Banville è anche autore di varie opere di teatro: Gringoire (1866), la più nota, Déidamia (1876), Riquet à la houppe (1887; Riquet dal ciuffo) e Socrate et sa femme (1885), che segnarono un ritorno al teatro in versi, in contrasto con il teatro borghese di Augier e di Dumas figlio.

Bibliografia

E. Zola, Nos auteurs dramatiques, Parigi, 1881; J. Charpentier, Théodore de Banville, l'homme et son œuvre, Parigi, 1925; I. Siciliano, Dal romanticismo al simbolismo. Théodore de Banville poeta, commediografo, prosatore, Torino, 1927; P. Emmanuel, Alla ricerca dell'assoluto, Milano 1986.

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