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Baréssa

comune in provincia di Oristano (47 km), 165 m s.m., 12,55 km², 849 ab. (baressesi), patrono: san Giorgio (23 aprile).

Centro della Marmilla situato sulle pendici meridionali del monte Maiori. Forse d'origine nuragica, dal sec. XI fece parte della curatoria di Marmilla, compresa nel Giudicato d'Arborea, e alla sua abolizione (1410) fu annesso al Marchesato di Oristano. Nel 1477 passò, con i possedimenti del marchesato, ai conti di Quirra.§ Nel territorio comunale, dove sono stati censiti più di mille olivi plurisecolari, sorgono le rovine del villaggio medievale di Azeni, fondato su un insediamento punico-romano, e testimonianze di epoca nuragica (i nuraghi Su Sensu e Molas) e romana. La chiesa campestre di Santa Maria è stata ricostruita (sec. XX) sui resti di una più antica, distrutta nel Settecento.§ L'economia si basa principalmente sull'agricoltura, con coltivazione di cereali, ortaggi, mandorle, olive e uva (con produzione di olio pregiato e vini DOC), e sull'allevamento di ovini e caprini, con produzione di formaggi. È fiorente l'artigianato della lavorazione del legno, dei metalli e dei cesti in canna e olivo selvatico.§ A settembre si svolge la Sagra della Mandorla, con prodotti gastronomici a base di mandorle.

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