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Barétti, Giusèppe

critico e poligrafo italiano (Torino 1719-Londra 1789). Dedicatosi alle lettere, strinse amicizia, a Venezia, con la famiglia Gozzi e fu introdotto, a Milano, nell'Accademia dei Trasformati. Per sottrarsi alle inimicizie che si era creato con la sua indole focosa, si trasferì, nel 1751, a Londra, dove incontrò i maggiori esponenti della cultura inglese, tra i quali S. Johnson, che elesse a suo maestro. Nel 1760 tornò in Italia, passando per Portogallo, Spagna e Francia; e di questo viaggio lasciò una brillante relazione nelle Lettere familiari ai suoi tre fratelli (1762-63), in cui fornì uno dei primi esempi di giornalismo moderno. A Venezia, nel 1763, iniziò la pubblicazione della Frusta letteraria, periodico redatto quasi esclusivamente da lui con lo pseudonimo di Aristarco Scannabue. Oggetto della polemica del Baretti era la letteratura frivola e oziosa di tipo arcadico; l'ideale dello scrittore era quello di una prosa robusta ed energica (di qui la sua ammirazione per il Cellini e, viceversa, la sua severità verso il Goldoni) e di una letteratura dominata dal gusto della chiarezza e da un'elevata ispirazione etica. Le polemiche suscitate dalla Frusta (tra cui particolarmente aspra quella con il frate celestino Appiano Buonafede) provocarono, nel 1765, la proibizione della pubblicazione. L'anno successivo, il Baretti tornò a Londra; del 1769 è An Account of the Manners and Customs of Italy, appassionata e generosa difesa dei costumi italiani, che lo consacrò scrittore in lingua inglese. Nel 1777 apparve il Discours sur Shakespeare et sur monsieur de Voltaire, il suo capolavoro critico, dove assunse la difesa di Shakespeare contro le accuse di Voltaire, anticipando motivi romantici. Nella Scelta di lettere familiari (1779) il Baretti offrì una sintesi delle sue opinioni letterarie e morali, confermando la sua fama di elegante prosatore. Malgrado i limiti del suo moralismo, è considerato un innovatore del gusto: la sua opera contribuì a sprovincializzare la cultura italiana e la sua polemica contro le astrattezze del gusto illuministico sgombrò la strada alle teorie romantiche.

Bibliografia

W. Binni, Preromanticismo italiano, Napoli, 1948; W. Binni, Baretti e Johnson in Classicismo e Neoclassicismo nella letteratura del Settecento, Firenze, 1963; M. Fubini, Dal Muratori al Baretti, Bari, 1975.

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