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Barcellóna (città)

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(Barcelona). Città della Spagna nordorientale e capoluogo della comunità autonoma di Catalogna, 1.611.822 ab. (2013).

Generalità

Seconda città del Paese per popolazione, Barcellona è affacciata sul mar Mediterraneo tramite una stretta pianura costiera tra le foci dei fiumi Besós e Llobregat e dominata a NW da una serie di colline parallele alla costa, culminanti a 532 m nel Tibidabo. A SE si apre sul porto la città vecchia; attraversata da un'importante arteria (La Rambla), conserva una struttura urbana compatta, con vie strette, ed è sede dei principali monumenti, tra cui la cattedrale. A W e a N si stende la città nuova (Ensanche), con regolare struttura a scacchiera, caratterizzata da vie ampie e regolari e attraversata dalla Diagonal, una delle più eleganti strade di Barcellona. Punto di unione delle due città, la Plaza de Cataluña è il fulcro di tutta l'attività urbana. I quartieri periferici si sono sviluppati lungo le colline circostanti e lungo la costa; l'area metropolitana nella sua espansione ha raggiunto e inglobato numerose cittadine situate nei dintorni (Badalona, Hospitalet, Santa Coloma, Sabadell e Tarrasa), formando una vasta conurbazione. Centro culturale e artistico fin dal Medioevo e sede di numerose università (la più antica, la Universidad de Barcelona, è stata fondata nel 1450), Barcellona è ricca di biblioteche e di numerosi musei d'arte e di storia naturale. Nel 1929 è stata sede dell'Esposizione Universale e nel 1992 ha ospitato la XXV edizione delle Olimpiadi. Nel 1994 l'UNESCO ha censito tra i siti Patrimonio Mondiale dell'Umanità sette luoghi di Barcellona e dintorni legati all'opera dell'architetto e scultore catalano Antoni Gaudí: il parco Güell, palazzo Büell, Casa Milà, Casa Vicens e Casa Batlló, la facciata e la cripta della Sagrada Familia e la cripta di Colónia Güell; nel 1997 è stata la volta del Palau de la Música Catalana e dell'Hospital de Sant Pau.

Urbanistica

La città si presenta attualmente costituita da un nucleo antico, sviluppatosi tra i sec. XIII e XV, e separato dalla città moderna dal giro delle Rondas, ampie vie circolari aperte nell'Ottocento sul luogo delle mura dell'epoca di Giacomo II (sec. XIV). La fioritura politico-economica di Barcellona, importantissimo centro mercantile del regno di Aragona e Catalogna, diede la forma alla città medievale, ancora oggi ben rappresentata dalla sfolgorante architettura di palazzi e chiese del Barri Gótic. Il declino commerciale della città, a seguito dello spostamento dei traffici verso l'Atlantico, segna un lungo periodo di depressione durato quasi quattro secoli. Soltanto nell'Ottocento Barcellona, diventata la prima città industriale della Spagna, conobbe una vigorosa espansione urbana. In seguito all'apertura delle Rondas, nel 1859 venne approvato il piano regolatore di I. Cerdá, che prevedeva l'espansione della città a monte del nucleo antico e a NE lungo il mare, su pianta rettangolare a scacchiera e con un lungo asse diagonale di attraversamento. Tale ampliamento (Ensanche), realizzato poi con alcune modifiche, è strutturato su tre arterie principali: il Paseo de Gracia, ampio viale alberato, termina al margine della città vecchia nella Plaza de Cataluña, da dove partono le Ramblas, che attraversano il nucleo antico fino al mare, e l'Avenida José Antonio Primo de Rivera che con l'Avenida del Generalísimo Franco attraversa la città nuova. Più tardi vennero creati alcuni parchi periferici: nel 1888, in occasione dell'Esposizione Universale, il parco di Montjuich, sulla collina che delimita a S la città vecchia; nel 1900-14 il parco di Güell. L'Esposizione Universale del 1929 segna una tappa significativa di un lungo processo di sviluppo della città verso ponente, con l'espansione dell'Ensanche e il consolidamento della colonizzazione della collina del Montjuich. Nel 1933 viene redatto il Piano Marcia con la partecipazione di Le Corbusier che proponeva un modello razionalista di crescita urbana, mai realizzato a causa della guerra civile. Nel 1953 il Piano Comarcal istituzionalizzava l'ambito dei ventisette comuni che costituiscono l'area metropolitana, prevedendo due zone di espansione lungo l'asse levante-ponente. Dopo venti anni di espansione disordinata, nel 1976 viene redatto un Piano generale metropolitano con conseguente riorganizzazione della maglia viaria, con la creazione di aree verdi e strutture collettive. Nel 1986 Barcellona è stata designata sede dei giochi olimpici del 1992, evento che ha dato vita a nuovi importanti interventi urbanistici. Di particolare rilevanza le opere realizzate nella parte ovest della città, il Montjuïc, divenuto fulcro delle costruzioni olimpiche e il riassetto del litorale orientale dove la riqualificazione ha trasformato un vasto terreno abbandonato e occupato da insediamenti industriali in un quartiere completamente destinato agli sport e al tempo libero, una sorta di prolungamento del lungomare cittadino. Qui è stato progettato il villaggio olimpico che al termine della manifestazione è stato riconvertito in zona residenziale.

Storia

Fondata, pare, dal generale cartaginese Amilcare Barca (su una precedente città celtibera chiamata Laye), divenne presto romana (Colonia Faventia Julia Augusta Patricia Barcino); nel 415 Ataulfo ne fece la capitale della Gothia Hispana. Conquistata da ʽAbd al-ʽAzīz ibn Mūsā nel sec. VIII, durante il breve dominio saraceno fu chiamata Barciliona, Barciluna e Barsneluna. Nell'801 Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, la tolse agli Arabi, facendone la capitale di una contea franca ereditaria, che fin dall'inizio godette di ampia autonomia e che nel 987 si dichiarò indipendente assumendo nei sec. XI e XII particolare importanza soprattutto come potenza marittima e per il commercio mediterraneo. Raimondo Berengario “il Vecchio”, che iniziò l'espansione della contea anche a N dei Pirenei, promulgò nel 1058 la famosa Lex Usuaria, detta in catalano codice degli Usatges (Usr), codificazione di usi e costumi romani, visigoti e feudali, di grande importanza giuridica e storica. La città, entrata a far parte del Regno di Aragona nel 1137, in seguito al matrimonio tra Raimondo Berengario IV e Petronilla d'Aragona, rimase il primo porto del regno, anche dopo l'estinzione della dinastia catalano-aragonese e il Compromesso di Caspe (1412) che mise sul trono una dinastia castigliana. Ma la scoperta dell'America, l'unificazione della Spagna, la politica sempre più accentratrice di Filippo II e dei suoi successori e il peso crescente di Madrid, la nuova capitale, causarono il malcontento dei catalani e dei barcellonesi in specie; nel 1640 la città si rivoltò, massacrando il viceré Santa Coloma e altri rappresentanti del governo centrale (Corpus Domini di sangue); poco dopo (dicembre 1640-gennaio 1641) i catalani si unirono alla Francia proclamando Luigi XIII conte di Barcellona. Ne seguì una guerra in seguito alla quale la città fu ripresa dalle truppe spagnole, dopo lungo assedio, il 13 ottobre 1652. Lo stesso spirito separatista indusse Barcellona a schierarsi, durante la guerra di Successione (1702-11), con l'arciduca Carlo d'Austria; di nuovo resistette, anche dopo la fine della guerra, alle truppe spagnole e cedette solo dopo un altro durissimo assedio (1713-14). Dopo la vittoria i Borbone le tolsero i pochi privilegi che ancora aveva (fra cui l'uso del catalano negli atti pubblici); ciò spiega il rinfocolarsi di tendenze separatiste nei sec. XVIII e soprattutto XIX, quando vennero ad accentuarle prima il romanticismo, con la sua scoperta delle letterature nazionali – e del romanticismo in Spagna Barcellona fu uno dei primi centri con aperte tendenze “europeistiche” – e quindi lo straordinario sviluppo industriale della città che nel giro di qualche decennio diventò la più importante di Spagna per il numero di ab. (190.000 nel 1860, oltre mezzo milione nel 1900, oltre 1 milione nel 1935, superando la stessa Madrid), il numero e le dimensioni delle industrie (tessili, metalmeccaniche, chimiche, navali) e l'incremento dell'attività commerciale. Correlato inevitabile di questa situazione furono lo sviluppo dei movimenti anarchico e socialista, i pronunciamientos e i conflitti sociali, culminati sia nel primo sciopero generale organizzato d'Europa (1902) sia nella “settimana tragica” del 1909, quando agitazioni anticlericali furono represse con durezza dall'esercito. Il catalanismo moderato della ricca borghesia conseguì nel 1913 il riconoscimento della Mancomunidad catalana, cioè di un primo abbozzo di autonomia regionale, soppressa più tardi dalla dittatura di Primo de Rivera. Nel 1931 il governo repubblicano riconobbe alla Catalogna uno statuto regionale autonomo, con governo proprio (Generalidad), ma dopo la caduta di Barcellona (26 gennaio 1939) e la fine della guerra civile ogni autonomia – tra cui anche l'uso del catalano negli atti ufficiali – fu soppressa dai franchisti. La città fu sede di due trattati. Soltanto nel 1977 venne di nuovo istituita la Generalitat, che negli anni a seguire ha ottenuto da Madrid una sempre più spiccata autonomia amministrativa.

Arte

Della colonia romana di Barcino restano i ruderi di un tempio in stile corinzio dedicato ad Augusto e buona parte della cerchia delle mura, conservate in alcuni tratti fino all'altezza originaria (9 m) con numerose torri quadrangolari e semicircolari agli angoli. Le numerose sculture e i mosaici scoperti in vari punti della città sono raccolti nel Museo Archeologico. Del periodo medievale restano alcuni monumenti romanici il più importante dei quali è la chiesa di Sant Pau del Camp (sec. XII), a croce greca con cupola e tre absidi. Eccezionale è invece l'insieme degli edifici gotici, di destinazione sia civile sia religiosa, i quali documentano tre secoli di sviluppo dell'architettura catalana. Nella chiesa di Santa Caterina (iniziata nel 1223) compare per la prima volta il tipo di chiesa monastica a una sola navata molto ampia, con cappelle tra i pilastri, che diverrà caratteristica della Catalogna e non sarà priva di influenze nella Francia meridionale, anticipando la tendenza alla definizione di spazi semplici e unitari, propria del gotico tardo. La cattedrale (Santa Eulalia), iniziata nel 1298, è a tre navate suddivise da sottili pilastri che non interrompono lo spazio, cappelle tra i contrafforti, abside con cappelle radiali, deambulatorio e cripta. L'interno è ricco di opere di scultura e di pittura, specialmente dei sec. XIV e XV. Tra gli altari dipinti spiccano quello della Trasfigurazione, di Lluís Borrassá, il maggior rappresentante del gotico internazionale in Catalogna, e quello di San Gabriel (ca. 1450) di Bernardo Martorell, artista di transizione tra il gotico e il nuovo naturalismo di importazione fiamminga. La celebre Pietà del canonico Desplá (1490) di Bartolomé Bermejo, capolavoro conclusivo della pittura “ispano-fiamminga” del Quattrocento, è conservata nell'annesso Museo Capitolare. Gotici sono l'altare maggiore, il coro e il chiostro. Nella cripta è conservata l'arca di Santa Eulalia, opera di scuola pisana della prima metà del sec. XIV, significativa testimonianza dei rapporti tra Italia e Catalogna nel Trecento. Della prima metà del Trecento sono la chiesa di Santa Maria del Pino (iniziata nel 1322); la chiesa di Santa Maria del Mar (iniziata nel 1328), capolavoro del gotico catalano, a tre navate con deambulatorio; la chiesa dei Santi Justo y Pastor (iniziata intorno al 1342); la cappella di San Agueda annessa al Palacio Real Mayor (in catalano, Palau Reial Major), dove si conserva il retablo dell'Adorazione dei Magi di J. Huguet (1464-65). Al di fuori della città vecchia si trova il monastero di Pedralbes, fondato nel 1326, con chiesa e chiostro gotici e fondamentali affreschi (1345-46) di Ferrer Bassá, caposcuola della pittura catalana trecentesca e diffusore di modi italiani. Nel secondo Trecento e nel Quattrocento, esaurite le grandi imprese architettoniche religiose, l'architettura gotica è documentata soprattutto da una cospicua serie di edifici civili: così il Salón de la Lonja (Loggia di commercio, 1383), inserito nel settecentesco Palacio de la Contratación; il Salón del Tinell (1359-62) nel Palacio Real Mayor; la Casa Consistorial (Municipio) con la facciata del 1402 e il Salón de Ciento (1373); la Deputación de Cataluña, per cui eseguì opere Pere Johan, il più importante scultore catalano del gotico internazionale; le Atarazanas, oggi Museo Marittimo; i resti imponenti dell'arsenale; il Palacio de la Audiencia; infine, fuori della città, l'ospedale di Santa Cruz (1401). Meno significativa fu l'attività edilizia nei secoli successivi, in relazione anche con la decadenza economica e politica della città, che, a seguito dello sviluppo industriale, ritrova una nuova spinta espansionistica solo nella seconda metà dell'Ottocento fino ai primi anni del secolo seguente. È la straordinaria stagione del modernismo, la variante iberica dell'Art Nouveau, che trova in Antonio Gaudí la sua massima e più originale espressione. Il segno di Gaudí , ormai diventato uno dei simboli dell'identità stessa della città, è rintracciabile nell'edilizia privata – i meravigliosi edifici Casa Vicens (1878-80), Palazzo Güell (1885-89), Casa Batlló (1905-1907) e Casa Milá (1905-10) – come in quella pubblica – il parco Güell (1900-14) – e religiosa, con la Sagrada Familia, la cattedrale dall'inimitabile profilo veriticale, il cui cantiere, inaugurato nel 1883, è tuttora aperto, benché aggiornato con tecniche computerizzate avanzatissime, nell'assoluto rispetto del progetto originale di Gaudí. In quegli stessi anni, altri due capolavori dell'architettura modernista sono firmati da un altro grande architetto catalano, Lluís Doménech i Montaner: il Palau de la Música Catalana (1908), una delle più belle sale da concerto europee, e l'Hospital de Sant Pau (1901-30). A partire dagli anni Ottanta del Novecento Barcellona riscopre, sull'onda delle riacquisite autonomie amministrative e della designazione a sede olimpica per il 1992, nuove istanze di trasformazione urbanistica e architettonica, dettate da una coraggiosa voglia di innovazione e sperimentazione che ha felicemente contribuito a ridisegnare il profilo della città. Uno dei primi interventi fu il riassetto della Plaça dels Països Catalans, che, realizzata da Viaplana e Piñon, architetti del Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona (CCCB) nel Raval, al momento della sua inaugurazione (1982) suscitò molte critiche collocata come è all'incrocio di tracciati stradali e ferroviari. Il parco del Estació del Nord venne aperto nel 1988 dietro la dismessa stazione ferroviaria del N e arredato dalle sculture di Beverly Pepper (1991), in mosaico bianco e blu e ispirate alle opere di Gaudí. Nel 1988 venne portato a termine il progetto della Fundació Miró, iniziata nel 1972 su disegno di Josep Lluís Sert, edificio costruito per ospitare la collezione di opere lasciata dall'artista catalano Juan Miró. Nel 1986 il Padiglione Mies van der Rohe, primo e splendido esempio di architettura razionalista costruito per rappresentare la Germania alla Esposizione Universale del 1929 e demolito alla fine della manifestazione, è stato fedelmente ricostruito quasi nello stesso luogo. La zona occidentale della città, intorno al Montjuïc, venne destinata a ospitare i nuovi impianti sportivi destinati alle Olimpiadi: tra questi si ricordano il Palazzo dello Sport Sant Jordi (1990) di A. Isozaki, lo stadio olimpico (1990) di V. Gregotti e le piscine olimpiche Bernat Picornell (1992) di F. Fernandez e M. Gallego; per l'occasione veniva riabilitata la teleferica del 1929 che, con due tratti lunghi 700 m e due sole torri in traliccio di ferro alte 100 m, dal Montjuïc scavalca il porto terminando sulla spiaggia. Nella stessa zona si trovano interessanti esperimenti di rimodellazione del terreno operati da C. Ferrater per il nuovo Orto Botanico (1999) e la maestosa Torre delle Comunicazioni (1989-92), anche detta Torre Santiago Calatrava dal nome del suo creatore. Disegnata dall'architetto spagnolo, autore in città di un altro emblema dell'architettura d'avanguardia, il ponte Filippo II (1987), la torre, alta 136 m, svolge anche il ruolo di gigantesca meridiana e ormai concorre con le guglie della Sagrada Familia. Altre gigantesche torri sorgono sul litorale est, un tempo occupato dai dock dismessi: davanti alla piazza dei Volontari, si ergono la torre è l'Hotel Arts (1992), opera degli architetti B. Graham e F. O. Gehry, e la torre Mapfre (1992), dovuta all'ispirazione di I. Ortiz ed E. de León, destinata a uffici e a un centro commerciale nella parte inferiore. Le due torri sono alte 153,5 m e sono le più alte di tutta la Spagna. Di fronte, praticamente sulla spiaggia, luccica il Peix d’or (il pesce d'oro), una gigantesca scultura sospesa, in fasce di rame intrecciato a forma di pesce in volo verso il mare, sempre di F. O. Gehry, e poco distante, sullo stesso litorale, il basso edificio cilindrico di Á. Siza Viera che ospita il Centro Meteorologico. Ma la trasformazione architettonica della città è andata ben oltre gli obiettivi olimpici del 1992 e sono molti altri i capolavori dell'architettura contemporanea che hanno cambiato il volto alla città catalana. È opera di R. Bofill Levi il Teatro nazionale di Catalogna, inaugurato nel 1997, la cui grandiosa sagoma ricorda il Partenone mentre, due anni più tardi, proprio a fianco del teatro è stato ultimato l'Auditori che porta la firma di R. Moneo, autore di una nuova architettura dotata di tecnologie di punta e di una acustica straordinaria. Di J. Rodón la Biblioteca Nacional de Catalunya (1992-98) e di R. Meier e di T. Phifer il MACBA, Museo d'Arte Contemporanea (1991-95). Il recente recupero del quartiere della Plaça de les Glories Catalanes – con al centro, dal 2004, la svettante Torre Agbar, su progetto di Jean Nouvel – completa, 150 anni dopo, i progetti di Cerdá che spostavano lì il nuovo centro cittadino. Altrettanto innovativi gli interventi destinati alla riqualificazione ambientale. Tra tutti vanno almeno ricordati il Parc de la Ciutadella, sito dell'Esposizione Universale del 1888, ora divenuto il polmone verde della città e oasi molto frequentata dai barcellonesi con una estensione di 17 ha, una cascata monumentale, sculture tra le più emblematiche di Barcellona. E i lavori nell'area portuale che, grazie a una progettazione coordinata fra O. Bohigas, J. Martorell, D. Mackay, A. Puigdomenech, J. R. de Clascà hanno portato alla realizzazione di passeggiate come la Rambla de Mar, il Mirador del Port Vell, il Mol d'Espanya, la Diagonal del Mar caratterizzate da interessantissimi interventi di progettazione del verde e di arredo urbano, apprezzabili soprattutto per l'originale disegno dell'illuminazione notturna e punteggiati da edifici polifunzionali come il Maremagnum, e l'Aquarium (1995) che è il più grande d'Europa. Per ospitare nel 2004 il Forum Universale delle Culture nuovi spazi architettonici sono stati progettati e realizzati all'estremità occidentale del litorale, verso Sant Adriá de Besos.

Musei

Nel cuore del Raval, quartiere storico e popolare in continua evoluzione, sorge il Museo d'Arte Contemporanea di Barcellona (MACBA), un edificio, inaugurato nel 1995 su progetto di R. Meier, che colpisce per la sua mole bianca. Lasciando al Museo d'Arte Moderna l'arte dell'Ottocento e del primo Novecento, il MACBA, nato con l'obiettivo di costituire una sorta di memoria critica dell'arte della seconda metà del sec. XX, rappresenta un'originale interpretazione di luogo museale come centro aperto alle molteplici possibilità comunicative della cultura contemporanea. La sede di Barcellona della fondazione “La Caixa”, prestigiosa quanto la consorella madrilena, è una delle più importanti sedi espositive europee dell'arte contemporanea ed è ospitata ai piedi del Montjuïc negli spazi della fabbrica tessile Casaramona (edificio modernista progettato da Puig i Cadafalch nel 1913 e ora ristrutturato con l'intervento di A. Isozaki). Significativo è inoltre il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona (CCCB). Attraverso un notevole lavoro di restauro degli architetti H. Pinon e A. Valplana che integra una sistemazione moderna in uno spazio antico, il Centro è oggi uno spazio polivalente nel quale si tengono importanti mostre d'arte. In questa sede, inoltre, la musica elettronica è stata istituzionalizzata grazie al Sonar, un festival di fama internazionale. Molti gli spazi che sono dedicati all'opera dei grandi spagnoli dell'arte e dell'architettura mondiale del Novecento quali il Museo della Fondazione Joan Mirò, voluta dall'artista nel 1975 e impegnata nello studio e nella promozione dell'arte contemporanea, la Fondazione Antoni Tápies, il Museo Gaudí. Il Palau Berenguer d'Aguilar, in cui si trova il Museo Picasso, non è stato sufficiente per contenere l'immensa collezione delle opere giovanili dell'artista spagnolo (da segnalare la serie delle Meninas, la grafica e le ceramiche), così diverse dimore adiacenti sono state destinate allo scopo. Dal 1993 una parte della Collezione Thyssen-Bornemisza è ospitata in un antico dormitorio e nel salone d'onore degli appartamenti della Regina Elisenda nel Monestir de Pedralbes, convento in stile gotico catalano fondato nel 1326 e abitato dalle clarisse fin dal sec. XIV. Barcellona non raccoglie solo opere di arte moderna. Il Museo di Storia della Città sorge su di un labirinto sotterraneo di 4000 m² di vestigia dell'antica Barcino, singolare per la sua collezione di plastici e di carte topografiche che ricostruiscono la storia urbana della città. Il Museo Nazionale d'Arte della Catalogna è uno dei più ricchi musei d'arte medievale al mondo. L'edificio, costruito per l'Esposizione Universale del 1929, raccoglie collezioni d'arte romanica e gotica, in particolare affreschi e retablo. Si ricordano inoltre il Museo Archeologico, il Museo Etnologico; il Museo Federico Mares con una interessante collezione di sculture; il Giardino Botanico nel parco del Montjuïc; il Museo della Ceramica; il Museo Tessile e dell'Abbigliamento; il Museo di Arti Decorative.

Economia

Barcellona, situata allo sbocco delle vie naturali del retroterra e sul passaggio obbligato delle vie che dai Pirenei scendono verso le città costiere della Spagna orientale, è il maggior centro industriale della Spagna. La Catalogna produce il 25% delle esportazioni spagnole e i il 75% dell'industria catalana è concentrata nell'area di Barcellona. Ca. un quarto del capitale che finanziatori stranieri investono in Spagna interessa attività economiche che hanno sede a Barcellona. Tradizionalmente legata alla produzione tessile, l'industria di Barcellona, che si caratterizza per una forte diffusione della media e piccola impresa, è sviluppata anche nei settori metallurgico, meccanico (autoveicoli), tessile, edile, chimico, farmaceutico, cantieristico, alimentare, grafico, del legno, della carta. Tuttavia la trasformazione postindustriale ha fatto sì che negli ultimi decenni anche l'economia barcellonese si sia decisamente orientata verso il terziario che ormai occupa gran parte della forza lavoro. È sede di una Borsa valori intorno alla quale proliferano attività finanziarie e commerciali. Dal suo porto, zona franca, transitano per lo più materie prime (carbone, acciaio, cotone) destinate all'industria. Il suo aeroporto internazionale, il Prat de Llobregat, ca. 13 km a SW del centro, è uno dei più attivi e attrezzati del Paese.

Curiosità

Tra le numerose feste popolari la principale ricorrenza è quella della Festa Major, ovvero la serie di manifestazioni legate alla celebrazione de Le Mercè, la santa patrona della città, che si tiene ogni anno alla fine di settembre e prevede un denso calendario di eventi: dal Festival della tradizione, con costumi e maschere popolari, al Festival del fuoco, con spettacoli pirotecnici; dal Barcelona Street Arts, Festival degli artisti di strada, al BAM, Barcelona Acció Musical, Festival di musica indipendente. Il calendario di appuntamenti culturali prevede il Sónar Festival, di musica di avanguardia; il Festival di flamenco nella Città Vecchia; Barcelona Guitar Festival. Barcellona ospita anche un Festival del cinema indipendente.

Bibliografia

Per la geografia

P. Deffontaines, Durait, La España del Este, Barcellona, 1958; D. Novembre, Barcellona, metropoli iberica, in “L'Universo”, Firenze, 1962; M. De Terán, L. Solé Sabarís, Geografía Regional de España, Barcellona, 1968; M. Buysschaert, A. Rossetti, Barcellona e la Spagna orientale, Verona, 1989.

Per la storia

F. Udina Martorell, J. M. Garrut, Barcelona, vint segles d'história, Barcellona, 1968.

Per l'arte

B. Bassegoda, Santa María de la Mar, Barcellona, 1925-27; A. Durán y Sanpere, La Casa de la Ciudad, Barcellona, 1943; J. Ainaud, J. Gudiol, F. P. Verrié, La ciudad de Barcelona, Madrid, 1947; I. Puig Boada, Templo de la Sagrada Familia, Barcellona, 1952; A Durán y Sanpere, El barrio gótico, Barcellona, 1952; G. Ruiz Cabrero, Spagna. Architettura 1965-1988, Milano, 1989.