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Barents, Mare di-

(Barencevo More). Dipendenza (1.360.000 km²) del Mar Glaciale Artico, tra le coste settentrionali dell'Europa, le Svalbard, la Terra di Francesco Giuseppe e la Novaja Zemlja. Comunica con il Mar di Groenlandia e il Mar di Norvegia a W (il limite è posto lungo una linea che unisce Capo Nord, in Norvegia, con Sørkapp, nell'isola di Spitzbergen Occidentale, passando per l'isola degli Orsi), con il Mar di Kara a E (attraverso lo stretto di Kara) e con il Mar Bianco, sua dipendenza, a S (il limite corrisponde alla linea tra i capi Kanin e Svjatoj); la sua sezione sudorientale è detta anche Mare di Pečora dal nome del fiume che vi sfocia. Tipico mare continentale, ha acque poco profonde (prof. media 229 m, massima. 605 m, presso l'isola degli Orsi), la cui salinità varia dal 35‰ (a SW) al 32‰ (a N). Il fondo è in gran parte ricoperto da fanghi, che verso le coste europee lasciano il posto a ciottoli e alla roccia. Per l'influenza della Corrente di Norvegia, ramo della calda Corrente Nordatlantica, la temperatura delle acque superficiali durante i mesi invernali si mantiene intorno ai 3 ºC nel settore occidentale, scendendo a 0 º e a –1 ºC in quello nordorientale; nei mesi estivi si aggira intorno ai 7-9 ºC. Banchi di ghiaccio rendono difficile la navigazione nel settore settentrionale del mare; il limite dei ghiacci galleggianti, che in settembre corre lungo il parallelo di 77º N, si spinge in aprile al massimo sino a 73º-74º N, di modo che le coste norvegesi e russe sono accessibili quasi tutto l'anno. L'ampiezza della marea presenta valori massimi (6-7 m) nel settore meridionale, presso la penisola di Kola, mentre in quello orientale raggiunge soltanto gli 80 cm. È un mare interessato da seri problemi ecologici: per l'intensa navigazione commerciale, comprendente un forte traffico di petroliere, per l'attività di pesca (le sue acque sono tra le più ricche di fitoplancton, alla base della catena alimentare marina) e soprattutto per i rischi di contaminazione radioattiva, derivanti dalla presenza nelle acque costiere di numerosi sommergibili nucleari in disarmo o semiaffondati con i loro reattori e il combustibile spento. Il mare di Barents è così chiamato in onore del navigatore olandese W. Barents che per primo lo attraversò.