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Bargèllo, Musèo Nazionale del-

museo di Firenze. Ha sede nel palazzo del Podestà (1254-1346) , dal Cinquecento sede del capitano di giustizia o bargello. Nel 1859 il governo provvisorio toscano destinò l'edificio a sede di museo; successivamente (1865) venne istituito il Museo Nazionale. Alla base delle raccolte vi sono le collezioni medicee, formatesi dal sec. XV al XVII e conservate fino a quel momento nel palazzo degli Uffizi. Dapprima passarono al Bargello le armi, gli avori, le maioliche e i bronzi; poi, nel 1874, le sculture del Medioevo e del Rinascimento; infine il medagliere mediceo. Dalla Zecca di Firenze vennero al Bargello le raccolte di monete; dai conventi soppressi numerose terrecotte robbiane. Negli ultimi decenni del sec. XIX le raccolte si accrebbero anche di generose donazioni private, come la collezione Carrand (bronzi, oreficerie, smalti, vetri, avori, ferri, armi), la collezione Ressman (armi) e la collezione Franchetti (stoffe). Oggi il museo conserva la maggiore raccolta esistente di scultura toscana del Rinascimento e, nel suo insieme, rappresenta un complesso di importanza fondamentale per la conoscenza della scultura e delle arti minori dal Trecento al Seicento. Tra le opere di scultura prerinascimentale spiccano tre figure dall'arca di S. Domenico a Bologna. La scultura toscana del Quattrocento è documentata a partire dai due rilievi bronzei presentati da Ghiberti e Brunelleschi al concorso del 1403 per la seconda porta del battistero. Di importanza eccezionale sono le opere di Donatello (S. Giorgio da Orsanmichele, 1416; David di bronzo, 1430-33 ca.; S. Giovannino Martelli; Amore-Athys; busti di Niccolò da Uzzano e di G. Antonio da Narni), del Verrocchio (David di bronzo; la Dama delle primule, terrecotte con la Resurrezione e la Madonna col Bambino), del Pollaiolo (Ercole e Anteo; busto di giovane guerriero), del Laurana (Battista Sforza), del Bertoldo (rilievo bronzeo con Battaglia); numerose sono le sculture dei Della Robbia, di Michelozzo, di Agostino di Duccio, di Desiderio da Settignano, di Antonio Rossellino, di Mino da Fiesole, di Benedetto da Maiano, di Matteo Civitali. Ben rappresentata è pure la scultura del Cinquecento: di Michelangelo il Bargello conserva il tondo con la Madonna, il Bambino e S. Giovannino; il Bacco; il busto di Bruto. Tra le altre sculture del Cinquecento spiccano quelle del Cellini (busto di Cosimo I; due modelli per il Perseo), del Giambologna (Mercurio Medici; gruppo di Firenze che trionfa su Pisa), di Vincenzo Danti, di Iacopo Sansovino (Baccofanciullo) e i bronzetti del Riccio e di Alari Bonacolsi. La più notevole opera del Seicento è il busto di Costanza Bonarelli di G. L. Bernini. Ricchissimi sono il medagliere (medaglie di Pisanello e Matteo de' Pasti) e le raccolte di armi, armature, oreficerie, smalti, vetri, stoffe, cuoi, avori, tra cui notevole il cosiddetto “cofanetto del Museo del Bargello”, finemente lavorato, con pannelli rappresentanti Cristo, la Vergine, gli apostoli e alcuni santi, appartenente al periodo di massimo splendore dell'arte bizantina (sec. IX-X), probabilmente una tarda opera costantinopolitana.